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730 precompilato 2016 senza mal di testa

di Barbara Weisz

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Niente farmaci da banco senza prescrizione tra le spese sanitarie già inserite nel modello 730 precompilato 2016: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate dopo la proroga.

Per quest’anno il 730 precompilato non conterrà gli acquisti di medicinali da banco effettuati in farmacia: in pratica, nel 730/2016 bisognerà inserire da sé una parte consistente delle spese mediche e sanitarie da portare in detrazione. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, lo ha ufficializzato (ci sono stati dei disguidi,  i farmacisti non sono riusciti a tenere via tutti gli scontrini) chiarendo però che il problema riguarda:

«esclusivamente prodotti da banco senza prescrizione».

=> Spese sanitarie 730: doppia proroga 2016

I dati relativi alle spese per acquisto di farmaci con ricetta medica, ovvero quelli per i quali è necessaria la prescrizione del medico, rientreranno dunque nel 730 precompilato. Certo, riesce difficile comprendere il motivo per cui non sia stato possibile conservare correttamente dati e scontrini, sapendo perfettamente che sarebbero stati necessari per la dichiarazione 2016 dei redditi 2015. Tanto più che, per andare incontro alle richieste di medici e professionisti della Sanità, l’Agenzia delle Entrate aveva anche concesso una piccola proroga che, lo ricordiamo, consente l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria entro il 9 febbraio (il termine originario era il 31 gennaio).

=> 730 precompilato 2016: il calendario fiscale

E’ il «massimo che abbiamo potuto concedere», sottolinea Orlandi, visto che il 730 precompilato dovrà essere disponibile entro il 15 aprile e il Fisco deve metterlo a punto.

Le detrazioni per spese sanitarie che non saranno inserite direttamente dal Fisco, dunque, dovranno essere aggiunte dal contribuente, che pertanto dovrà modificare il 730 precompilato (perdendo così i benefici della dichiarazione precompilata accettata senza cambiamenti, ad esempio sul fronte dei controlli). Anche per il 2016, a quanto pare, la tanto annunciata rivoluzione di dichiarazione dei redditi precompilata (a tutti gli effetti) si conferma un mezzo flop.