Cessione del credito alle imprese: come si calcola l’importo?

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Tommaso chiede

Stiamo valutando di offrire ai clienti, la possibilità di accettare il credito di imposta per lavori agevolati; ci è stato riferito che il credito fruibile da un’impresa può essere maggiore di quello cui ha diritto un privato sulla base della sua capienza fiscale. Per esempio: importo lavori 10mila euro, detrazione massima 11mila ed annuale 1100, IRPEF del privato 800. Quale è il credito di imposta che può acquisire l’impresa?

Barbara Weisz risponde

Lo sconto in fattura è pari alla detrazione che spetta al contribuente, ovvero al cliente. Quindi, nell’ipotesi da lei presentata, se l’agevolazione applicabile è il Superbonus al 110% e l’importo dei lavori è di 10mila euro, spetta una detrazione IRPEF pari a 11mila euro. Se si sceglie di praticare lo sconto in fattura, non potendo superare il corrispettivo dovuto resterà pari al costo integrale dei lavori, tuttavia il credito d’imposta ceduto sarà uguale alla detrazione spettante.

Nell’esempio, quindi, la cessione del credito avrà un controvalore per l’azienda che esegue i lavori di 11mila euro. Si tratta quindi di un’opzione conveniente per il fornitore, nel senso che il credito ottenuto sarà superiore allo sconto praticato. Il rovescio della medaglia è che in questo modo invece di incassare un pagamento immediato si diventa beneficiari di un’agevolazione fiscale (pur se di importo superiore).

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Le indicazioni sono contenute nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 8 agosto 2020, che chiarisce: «a fronte dello sconto praticato, al fornitore è riconosciuto un credito d’imposta pari alla detrazione spettante».

Non ci sono differenze applicative sulla somma oggetto di agevolazione, l’importo è lo stesso sia per il contribuente se sceglie di utilizzare la detrazione fiscale in cinque quote annuali di pari importo, sia per l’impresa che eventualmente pratica lo sconto. Quindi, per essere chiari, nel suo esempio lei avrebbe un credito d’imposta di 11mila euro, a fronte di uno sconto in fattura praticato di 10mila euro. Si deve indicare l’importo nella fattura, completo della dicitura “sconto praticato in applicazione delle previsioni dell’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020”.