Studi di settore 2016: modelli, istruzioni, novità

di Barbara Weisz

scritto il

Ecco la versione definitiva dei modelli per i 204 studi di settore 2016: contribuenti tenuti alla presentazione, istruzioni, semplificazioni e novità.

Studi di SettoreOnline i nuovi modelli per gli studi di settore con relative istruzioni, in anticipo rispetto alle scadenze dichiarative per permettere ai contribuenti di recepire le novità: niente più obbligo di presentare i modelli INE (Indicatori di Normalità Economica) né di compilare gli studi se la propria attività è cessata nel 2015 o è in liquidazione. Si tratta di 204 studi approvati con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 29 gennaio scorso:

  • 51 per le manifatture,
  • 60 per i servizi,
  • 24 per i professionisti,
  • 69 per il commercio.

Chi presenta gli studi

I modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore (che valutano la congruità economica delle dichiarazioni) si trasmettono all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica, unitamente a UNICO 2016 (scadenza 30 settembre), direttamente o tramite intermediario. Sono tenuti all’obbligo di presentazione tutti i contribuenti che nel 2015 hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche per le quali risultano approvati, con decreto ministeriale, gli studi di settore indicati nell’allegato 1 del provvedimento di approvazione.

=> Studi di settore 2016: semplificazione e sforbiciata

Attenzione: ci sono contribuenti ai quali non si applicano gli accertamenti da studi di settore, ma che devono comunque presentare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti:

  • Chi determina il reddito con criteri forfettari (ad eccezione di quelli che applicano il nuovo Regime dei Minimi, previsto dai commi da 54 a 89, articolo 1, della Legge 190/2014, che non sono tenuti alla presentazione): in questo caso, non si compila la parte relativa ai dati contabili (quadro F per le imprese, quadro G per gli esercenti arti e professioni). I dati comunicati potranno essere utilizzati per valutare se le caratteristiche strutturali del contribuente sono coerenti con i ricavi o compensi dichiarati.
  • Chi dichiara un volume di ricavi o compensi di ammontare superiore a 5.164.569 euro e fino a 7.500.000 euro (articolo 85, comma 1, escluse le lettere c, d, e, del testo unico delle imposte sui redditi, oppure articolo 54, comma 1, dello stesso TUIR): le informazioni saranno utilizzate per la successiva fase di analisi per l’evoluzione degli studi di settore.
  • Chi si trova in una situazione di non normale svolgimento dell’attività (ad eccezione delle ipotesi di liquidazione ordinaria, coatta amministrativa o fallimentare, per le quali non è prevista la presentazione del modello): nelle note aggiuntive dell’applicazione GERICO bisogna indicare la motivazione che ha impedito il regolare svolgimento dell’attività economica. Nel caso in cui questi contribuenti non abbiano alcuni dati fondamentali per il calcolo in Gerico, salvano la posizione e la trasmettono in allegato a UNICO.

Ricordiamo che la mancata presentazione degli studi di settore prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa di 2mila euro.

=> Scostamento studi di settore senza accertamento

I nuovi modelli

I nuovi modelli contengono anche le informazioni relative ai correttivi anticrisi, individuate sulla base della metodologia presentata alla Commissione degli esperti nella seduta del 2 dicembre 2015. I modelli sono composti da una parte comune a tutti gli studi, e da una invece specifica per le diverse tipologie. I quadri comuni a tutti gli studi di settore sono i seguenti:

  • quadro A: personale addetto all’attività;
  • quadro F: elementi contabili;
  • quadro G: elementi contabili;
  • quadro X: altre informazioni rilevanti ai fini degli studi di settore;
  • quadro V: ulteriori dati specifici;
  • quadro T: congiuntura economica.

Ci sono poi i quadri specifici per i diversi settori (servizi, commercio, manifatture, professionisti), e le relative istruzioni. I modelli si possono scaricare sul sito dell’Agenzia delle Entrate, seguento il percorso Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e parametri > Studi di settore > Modelli e istruzioni 2016.

Novità 2016

La principale novità riguarda le semplificazioni, in base alle indicazioni contenute nell’atto di indirizzo del ministero dell’Economia per gli anni dal 2016 al 2018. Come anticipato, ci sono due adempimenti non più necessari: la presentazione dei modelli INE e la presentazione degli studi di settore da parte di chi ha cessato l’attività nel periodo d’imposta o si trova in liquidazione ordinaria. Il motivo per cui sono stati aboliti è che in questi casi eventuali introiti non dichiarati o rapporti di lavoro irregolare possono essere rilevati dal Fisco attraverso i nuovi strumenti di analisi delle banche dati.

I modelli per gli studi di settore 2016 recepiscono poi le novità fiscali relative al periodo d’imposta:

  • quadri F, G: inseriti appositi campi per indicare la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione di beni materiali strumentali nuovi (superammortamento al 140% previsto dalla Legge di Stabilità 2016, applicabile agli acquisti effettuati a partire dal 15 ottobre 2015);

=> Ammortamento al 140% per contribuenti minimi

  • quadri F, G: inserite le caselle per il regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (il vecchio regime dei minimi);
  • quadro F: per gli studi evoluti nel periodo d’imposta 2015, sono stati accorpati i righi F14 e F15;
  • quadro X: per gli studi oggetto di aggiornamento, è possibile rettificare il peso di alcune variabili;
  • quadro V: dedicato alle cooperative a mutualità prevalente, soggetti che redigono il bilancio secondo i principi contabili internazionali e coloro che rientrano nel regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità nel periodo d’imposta precedente;
  • quadro Z: nel modello di alcuni studi che andranno in evoluzione nel periodo d’imposta 2017, servirà per l’opera di aggiornamento.

Per approfondimenti: Modelli e istruzioni 2016