Saldo IMU: come compilare il modello F24

di Noemi Ricci

scritto il

Guida alla compilazione del modello F24 ordinario o semplificato per il versamento del saldo IMU e per il calcolo dell'imposta dovuta.

Si avvicina la scadenza per l’ultima rata a saldo IMU. Dopo aver spiegato come pagare con bollettino postale (leggi come fare), spieghiamo in questo tutorial come effettuare il versamento compilando il classico modello F24. In alternativa, è possibile procedere anche tramite F24 semplificato. Vediamo di seguito come come procedere alla compilazione dell’F24 per la seconda rata IMU dopo aver calcolato l’importo dovuto a saldo.

Versamento IMU con F24

Nel modello F24 bisognerà inserire per prima cosa le informazioni già fornite con la prima rata IMU: codice fiscale e dati anagrafici. I campi codice ufficio e codice atto non vanno compilati a meno di esplicita richiesta dell’Ente impositore.

Successivamente si compilano i campi relativi al motivo di pagamento. La differenza tra modello F24 ordinario o semplificato sta soprattutto nelle pagine. Le voci da compilare e i codici sa inserire restano però i medesimi.

Compilazione modello F24

Nel campo “Sezione” va inserito il destinatario del versamento con gli appositi codici:

  • ER: se si tratta dell’Erario;
  • RG: se si tratta della Regione;
  • EL: se si tratta dell’Ente Locale.

Quest’ultimo, “EL”, è il codice di riferimento per l’IMU casa.

Nella colonna “cod. tributo” vanno inseriti i codici tributo per la categoria:

  • 3912: abitazione principale e relative pertinenze;
  • 3913: fabbricati rurali a uso strumentale;
  • 3914: terreni (quando il destinatario è il Comune);
  • 3916: aree fabbricabili (quando il destinatario è il Comune);
  • 3918: altri fabbricati (quando il destinatario è il Comune);
  • 3925: immobili ad uso produttivo nel gruppo catastale D – STATO”;
  • 3930 immobili ad uso produttivo nel gruppo catastale D – INCREMENTO COMUNE”.

Nel campo “codice ente” va inserito il codice catastale che contraddistingue il Comune destinatario del versamento (es.: per il Comune di Roma è H501).

La colonna “ravv.” va barrata solo se il versamento avviene a titolo di ravvedimento operoso. La colonna “immob. Variati” solo se sussistono variazioni rilevanti a carico dell’immobile, per le quali dovrà essere presentata la relativa dichiarazione IMU.

La colonna “Acc.” non va barrata in questa fase, perché fa riferimento all’acconto (che è già stato versato), si dovrà invece barrare la casella “Saldo” e indicare in “num. Immob.” il numero degli immobili per cui si sta pagando l’imposta.

Nel campo “rateazione/meserif” va inserito il codice “0101” e in “anno di riferimento” quello attuale. In ultimo vanno indicate eventuali detrazioni nel campo “detrazione”.

Calcolare il saldo IMU

Per calcolare il saldo IMU da versare, con riferimento all’abitazione principale, il primo passo è verificare la rendita catastale (leggi come individuare la rendita catastale di un immobile). La rendita catastale va poi rivalutata al 5%, moltiplicando il valore individuato per 1,05. Il valore così ottenuto deve essere moltiplicato per il coefficiente corrispondente alla categoria catastale del fabbricato:

  • 160: fabbricati del gruppo catastale A e categorie catastali C/2, C/6 e C/7 (esclusa la categoria catastale A/10);
  • 140: fabbricati del gruppo catastale B e categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 80: fabbricati del categorie catastali A/10 e D/5;
  • 65: per i fabbricati del gruppo D (esclusa categoria D/50);
  • 55: fabbricati della categoria catastale C/1.

Si ottiene così il valore catastale dell’immobile.

Aliquote IMU

A questo punto è necessario conoscere l’aliquota IMU deliberata in via definitiva dal Comune nel quale è ubicato l’immobile e applicare le eventuali detrazioni alle quali si ha diritto.

Il totale così ottenuto rappresenta il valore dell’imposta municipale propria dovuta per l’intero anno. A questa va sottratto quanto già versato con il primo e con l’eventuale secondo acconto.