A gennaio 2026 i rimborsi IRPEF legati al Modello 730/2025 risultano in corso per i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione senza sostituto d’imposta. Dopo l’avvio dei primi accrediti a dicembre, i pagamenti stanno proseguendo, ma con tempi differenziati che dipendono dall’importo del credito e dall’esito dei controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate.
Per una parte dei contribuenti il rimborso è già stato accreditato sul conto corrente. Per altri, invece, l’attesa si sta prolungando e potrà estendersi fino ai primi mesi del 2026.
- Perché i rimborsi senza sostituto arrivano dopo
- Chi ha già ricevuto il rimborso a inizio 2026
- Chi rischia di attendere fino a marzo 2026
- Il ruolo dell’IBAN nei tempi di accredito
- Come verificare lo stato del rimborso
- Impatto pratico per lavoratori autonomi e piccoli contribuenti
- Rimborsi con sostituto d’imposta: tempistiche diverse
Perché i rimborsi senza sostituto arrivano dopo
Quando nel 730 viene indicato un sostituto d’imposta, il rimborso viene anticipato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico e riconosciuto direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione. Nei casi in cui il sostituto non sia presente, la liquidazione del credito è effettuata direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Questa differenza procedurale spiega perché, a parità di dichiarazione, i tempi di rimborso risultano più lunghi per chi ha presentato il 730/2025 senza sostituto.
Chi ha già ricevuto il rimborso a inizio 2026
Tra dicembre 2025 e gennaio 2026 sono stati liquidati in via prioritaria i rimborsi relativi a dichiarazioni senza sostituto d’imposta con credito IRPEF inferiore a 4.000 euro e senza anomalie emerse nei controlli automatici.
In questi casi l’accredito è avvenuto sul conto corrente indicato dal contribuente oppure, in assenza di IBAN, tramite assegno postale.
Chi rischia di attendere fino a marzo 2026
Per i contribuenti con un credito superiore a 4.000 euro, i rimborsi risultano invece soggetti a controlli preventivi più approfonditi. In presenza di tali verifiche, l’erogazione può slittare fino a febbraio o marzo 2026.
Questa tempistica riguarda in particolare i cosiddetti “maxi-rimborsi”, per i quali l’Agenzia delle Entrate verifica la coerenza dei dati dichiarati prima di procedere al pagamento.
Il ruolo dell’IBAN nei tempi di accredito
Un elemento che continua a incidere sui tempi è la comunicazione delle coordinate bancarie. I contribuenti che non hanno indicato un IBAN valido ricevono il rimborso tramite assegno postale, con tempi più lunghi rispetto all’accredito diretto.
Per farlo, si utilizza la propria area riservata del sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, seguendo il percorso “Servizi > Rimborsi > Comunicazione IBAN per accredito su c/c”. Si può anche compilare il “Modello e istruzioni accredito rimborsi su conto corrente” firmato digitalmente e inviarlo in allegato via PEC a qualsiasi ufficio AdE, ma preferibilmente alla Direzione Provinciale di propria competenza.
La mancata indicazione delle coordinate IBAN non blocca il rimborso, ma ne rallenta l’effettiva disponibilità. Il Fisco invia un assegno postale per raccomandata presso il domicilio fiscale, da incassarsi entro 60 giorni dalla data di emissione.
Come verificare lo stato del rimborso
Lo stato della pratica può essere monitorato accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Quando la dichiarazione risulta “in fase di liquidazione”, significa che i controlli preliminari sono stati completati e il pagamento è in corso di predisposizione.
Impatto pratico per lavoratori autonomi e piccoli contribuenti
Per lavoratori autonomi, partite IVA e contribuenti senza sostituto, il calendario dei rimborsi incide direttamente sulla gestione della liquidità. L’attesa fino ai primi mesi del 2026 può creare uno scarto significativo rispetto alle aspettative maturate al momento della presentazione della dichiarazione.
Per questo motivo, la distinzione tra rimborso con sostituto e rimborso diretto dell’Agenzia delle Entrate resta uno degli elementi più rilevanti nella pianificazione finanziaria di inizio anno.
Rimborsi con sostituto d’imposta: tempistiche diverse
Chi ha indicato un sostituto d’imposta nel 730/2025 continua invece a ricevere i rimborsi direttamente attraverso la retribuzione o la pensione, secondo le tempistiche ordinarie legate ai conguagli fiscali. In questi casi non si applicano i ritardi connessi alle procedure di pagamento diretto dello Stato.