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Dichiarazioni dei redditi in Italia per iscritti AIRE: quando scatta

di Teresa Barone

19 Giugno 2025 07:08

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In quali casi i residenti all'estero e gli iscritti all’AIRE devono inviare la dichiarazione dei redditi anche in Italia.

Anche i cittadini non residenti nel nostro Paese devono presentar la dichiarazione dei redditi se ne hanno percepito da fonte italiana, anche se la loro residenza fiscale è all’estero, nel rispetto delle Convenzioni stipulate dall’Italia contro le doppie imposizioni e tenendo conto della propria residenza fiscale. In base al TUIR, i soggetti non residenti devono comunque dichiarare in Italia:

  • redditi fondiari;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro dipendente o autonomo;
  • redditi d’impresa;
  • redditi derivanti da attività occasionale, affitto di terreni e plusvalenze.

Ai fini delle imposte sui redditi sono considerati non residenti gli italiani iscritti all’AIRE invece che all’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Italiana) per almeno 183 giorni nell’anno d’imposta e che non hanno domicilio o residenza nello Stato italiano. I cittadini italiani che fissano la dimora abituale all’estero, lo ricordiamo, sono tenuti a iscriversi all’AIRE (l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) entro i primi 90 giorni dal trasferimento, per non incorrere in una sanzione che può anche arrivare a mille euro.

Nel caso in cui si sia iscritti nell’Anagrafe della popolazione residente di un Comune italiano per la maggior parte dell’anno, anche se si è iscritti all’AIRE è comunque necessario presentare la dichiarazione dei redditi con Modello 730 o Modello Redditi PF, relativa ai redditi imponibili prodotti.