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Precompilata 2021, dati inseriti e prospetto riepilogativo

di Redazione PMI.it

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I nuovi dati inseriti nella precompilata 2021 e prospetto riepilogativo con quelli da verificare e inserire a mano: le novità 2021.

Aumentano i dati precompilati nella dichiarazione dei redditi 2021 ma attenzione al prospetto riepilogativo, che può contenere informazioni che il Fisco conosce ma non ha utilizzato nel calcolo delle imposte e delle detrazioni per vari motivi: in questo caso, il contribuente deve intervenire effettuando modifiche, inserendo i dati da calcolare. Vediamo tutto.

=> Calendario Precompilata e Dichiarazione Redditi 2021

Il prospetto riepilogativo

La dichiarazione precompilata è accompagnata da un prospetto riepilogativo nel quale sono inseriti i dati noti al Fisco ma non inseriti perché incompleti, incoerenti o da confermare. In questo caso è il contribuente a doverli verificare, ed eventualmente inserire in dichiarazione. Può succedere, ad esempio:

  • per i dati di acquisto di un fabbricato di cui l’Amministrazione finanziaria non conosce la destinazione (concesso in comodato, tenuto a disposizione, e via dicendo)
  • gli interessi passivi per il mutuo comunicati dalla banca di importo superiore a quelli indicati nella dichiarazione dell’anno precedente (di norma, accade il contrario).

La regola è che i dati contenuti nel prospetto riepilogativo devono essere verificati ed eventualmente inseriti a mano in dichiarazione da parte del contribuente. Nella sezione “i dati presenti nel modello”, sono dettagliate tutte le informazioni in possesso del Fisco utili alla dichiarazione, con l’indicazione precisa della fonte e dell’eventuale utilizzo in dichiarazione, attraverso i seguenti simboli:

Quindi, se c’è la spunta verde il dato è stato utilizzato in dichiarazione, se c’è la crocetta rossa il contribuente dovrà controllare il foglio riepilogativo, verificare la correttezza del dato ed eventualmente inserirlo. Se non lo fa, e invia la dichiarazione senza modifiche, non saranno calcolati ai fini delle imposte e delle detrazioni.

Come detto, quest’anno sono previsti nuovi dati preinseriti: il bonus vacanze e tutte le spese con diritto alla detrazione del 19% che erano già comprese lo scorso anno, con la differenza che da questo 2021 c’è l’ulteriore paletto relativo alla tracciabilità. Ecco nel dettaglio l’elenco di tutti i dati presenti nella dichiarazione 2021:

  • dati della Certificazione Unica (CU), consegnata dal datore di lavoro o ente pensionistico: reddito di lavoro dipendente o di pensione, ritenute Irpef e addizionali regionale e comunale, compensi di lavoro autonomo o attività professionale, premi di risultato, rimborsi di oneri erogati dal datore di lavoro, dati dei familiari a carico.
  • locazioni brevi (corrispettivi e ritenute): sono i dati contenuti nella Certificazione unica – Locazioni brevi, inviata dagli intermediari immobiliari (il corrispettivo comunicato costituisce reddito fondiario per il proprietario dell’immobile o per il titolare di altro diritto reale oppure reddito diverso per il sublocatore o il comodatario).
  • interessi passivi sui mutui,
  • premi di assicurazione: sulla vita, causa morte e contro gli infortuni, assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi,
  • contributi previdenziali,
  • contributi versati alla previdenza complementare,
  • contributi deducibili e/o detraibili versati a enti o casse con finalità assistenziali o a società di mutuo soccorso,
  • contributi versati per i lavoratori domestici (compresi i contributi previdenziali versati all’Inps tramite lo strumento del “Libretto di famiglia”),
  • somme restituite nell’anno d’imposta dal contribuente all’Inps, ma assoggettate a tassazione, anche separata, in anni precedenti,
  • spese sanitarie: sono tutte le spese comunicate da medici, farmacie, strutture sanitarie accreditate per l’erogazione dei servizi sanitari, strutture sanitarie autorizzate e non accreditate, parafarmacie, ottici, psicologi, infermieri, ostetriche, tecnici sanitari di radiologia medica e altri professionisti sanitari,
  • rimborsi spese sanitarie: erogati da enti e casse con finalità assistenziali.
  • spese veterinarie e i relativi rimborsi (comunicati da farmacie, parafarmacie e veterinari),
  • spese universitarie e i relativi rimborsi,
  • spese funebri,
  • spese per la frequenza degli asili nido e relativi rimborsi,
  • spese scolastiche,
  • erogazioni liberali agli istituti scolastici,
  • tasse scolastiche versate con modello di pagamento F24 per l’iscrizione, la frequenza, il sostenimento degli esami e il rilascio dei diplomi,
  • erogazioni liberali agli enti del terzo settore e relativi rimborsi: Onlus, associazioni di promozione sociale, fondazioni e associazioni per la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico, fondazioni e associazioni di ricerca scientifica,
  • spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, bonus mobili, detrazione riqualificazione energetica degli edifici (anche Superbonus), bonus verde: in questi casi, non basta che il pagamento sia tracciabili, deve necessariamente essere eseguito tramite bonifico (che deve essere compilato in base alle regole specifiche previste per questa detrazione). Attenzione: in precompilata ci sono solo le spese per le parti comuni condominiali, e quelle (anche relative a singole unità immobiliari), già indicate nella dichiarazione precedenti (le nuove rate, in pratica). Sono invece inserite nel foglio riepilogativo, e vanno quindi eventualmente inserite dal contribuente in dichiarazione per l’applicazione della detrazione, le spese sostenute per le singole unità immobiliari che non sono ancora state inserite nelle dichiarazioni precedenti,
  • dati contenuti nella dichiarazione dei redditi dell’anno precedente: per esempio, i dati di terreni e fabbricati, oneri che danno diritto a una detrazione da ripartire in più rate annuali (come le spese sostenute negli anni precedenti per interventi di recupero del patrimonio edilizio, riqualificazione energetica degli edifici, arredo degli immobili ristrutturati), i crediti d’imposta e le eccedenze riportabili,
  • “Bonus vacanze” utilizzato nel 2020,
  • altri dati presenti nell’Anagrafe tributaria (per esempio, le informazioni relative agli immobili, i versamenti effettuati con il modello F24 e le compensazioni eseguite).

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