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Welfare aziendale: tasse e detrazioni su rimborsi spese mediche

di Redazione PMI.it

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Se il piano di welfare aziendale prevede rimborsi di spese mediche del dipendente, si applica la ritenuta IRPEF ordinaria e le detrazioni al 19% restano a beneficio del lavoratore: interpello Agenzia Entrate.

Il rimborso da parte del datore di lavoro di spese mediche al dipendente, in virtù di specifici accordi previsti dal contratto, concorre al reddito da lavoro e dunque si applicano le relative detrazioni fiscali. Le precisazioni sui piani di welfare aziendale che contemplino tale casistica arrivano dall’Agenzia delle Entrate, con l’interpello 285/2019.

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Il dubbio dell’azienda era relativo al trattamento fiscale e all’eventuale spettanza nei confronti dell’impresa stessa della detrazione sulle spese sanitarie. Il Fisco ha però confermato che la detrazione spetta comunque al lavoratore.

Le somme che l’azienda versa a titolo di rimborso fanno comunque parte integrante del reddito di lavoro. Infatti, al momento del versamento, è tenuta ad applicare una ritenuta a titolo di acconto IRPEF al dipendente, con obbligo di rivalsa.

Nè il datore di lavoro  può fruire dell’agevolazione fiscale al 19%, perché in realtà ha pagato per conto del lavoratore. Infatti, in applicazione del principio di cassa, i dipendenti hanno già usufruito delle detrazioni in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui le spese mediche sono state sostenute.

Infine, il Fisco specifica che il lavoratore non applicherà tassazione (separata) così come previsto per i rimborsi spese del datore di lavoro (di cui al’articolo 17 del Tuir – Testo unico imposte sui redditi), proprio in considerazione del fatto che si considerano rimaste a carico anche le spese rimborsate, se il rimborso stesso ha concorso al reddito.