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IMU: sciopero fiscale e Comuni in rivolta

di Redazione PMI.it

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La Lega Nord lancia lo sciopero fiscale contro IMU ed Equitalia il primo maggio e invita i Comuni d'Italia a unirsi alla protesta, boicottando l'ente di riscossione dei tributi locali in nome della disobbedienza civile.

L’IMU è la tassa più odiata d’Italia: dopo i malumori di cittadini e imprese – che  dovranno sborsare migliaia di euro (fino a tre volte la vecchia ICI)  – sul piede di guerra sono ora Comuni e partiti politici, in primis la Lega Nord che ha lanciato la proposta di sciopero fiscale contro la famigerata Imposta Municipale Unica.

Sciopero contro IMU ed Equitalia

Il segretario Roberto Maroni invita ad unirsi alla protesta i circa 5-600 Comuni ribelli, come sono stati definiti quelli più penalizzati, nel “Lega Unita Day” il primo maggio.

La protesta coinvolge anche Equitalia, preposta alla riscossione dei tributi locali pur non essendoci un obbligo normativo nell’attribuirle tale incarico: qualcuno dei sindaci “ribelli” ha già disdetto il contratto con l’ente, e la Lega invita tutti i Comuni d’Italia a fare altrettanto.

Dopo aver invitato in passato al boicottaggio dell’IMU, la Lega Nord rinnova ai Comuni l’invito alla disobbedienza «per dire no alla tassa più ingiusta del Governo Monti».

«Assumete in proprio la riscossione», è l’appello di Maroni. «Promuoviamo insieme la disobbedienza civile e l’opposizione fiscale da parte dei cittadini, con l’aiuto dei sindaci per non metterli nei pasticci: saranno gli amministratori a dare copertura a chi aderirà».

La posizione dei partiti

Lo sciopero fiscale contro l’IMU indetto dalla Lega Nord è un’iniziativa che trascina gli animi e di certo fa appello ai più profondi malumori dei contribuenti italiani, di qualunque colore e bandiera. Nondimeno, la reazione di altre forze politiche è stata cauta.

Pierluigi Bersani ha ricordato che la Lega non si era opposta all’IMU quando il Pd aveva avanzato il suo emendamento iniziale: «per rendere più leggera l’IMU avevamo affiancato una proposta: un’imposta personale sui grandi patrimoni immobiliari». In pratica, Bersani sembra voler dire che la Lega ora invoca la ribellione per una misura contro cui non si è spesa a sufficienza affinché non vedesse la luce nella sue veste attuale.

Il Pdl ha invece esplicitamente contestato lo sciopero: il segretario Angelino Alfano ha dichiarato di voler invitare il Governo a trasformare l’IMU in una tassa una tantum, pensando ad un ddl che esoneri le imprese che vantano un credito con la PA fino al saldo del debito.

La posizione dei Comuni

Dal canto loro i Comuni sono in piena confusione, da Nord a Sud: al di là del balletto normativo su numero e ammontare dei versamenti (che penalizza i residenti nei Comuni in cui era stato addirittura deciso per l’esenzione IMU), quelli più grandi non prendono posizione mentre qualcuno ha manifestato apprezzamento pur non schierandosi come alleato (come Giuliano Pisapia, sindaco di Milano).

Molti hanno in larga parte stabilito aliquote più elevate rispetto a quelle ordinarie, e attendono i proventi dell’IMU per fare cassa; altri vorrebbero strumenti di protesta più ortodossi e costruttivi.

Moltissimi fra quelli più piccoli e in migliore salute hanno invece già fatto appello all’ANCI affinché porti le proprie istanze al Governo. Quelli della Basilicata, ad esempio, chiedono: «Attribuzione completa dell’IMU ai Comuni, rimozione del Patto di stabilità, eliminazione della Tesoreria unica».

La disobbedienza civile invocata dalla Lega contro l’IMU e la sua riscossione da parte di Equitalia non è condivisa dall’ANCI: il presidente Graziano Delrio propone strade alternative per cambiare le regole su una tassa così odiosa che «così com’è stata varata, altro non è che una patrimoniale mascherata». Dal 2 maggio apre alla campagna informativa e per il 24 maggio ha indetto una sua mobilitazione a Venezia: «i cittadini devono sapere che da tempo denunciamo questa gravissima situazione in tutte le sedi istituzionali senza che le autorità governative ne traggano le necessarie conseguenze».