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Pensioni INPS a rischio: rilanciare la previdenza complementare

di Barbara Weisz

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Risanare i conti INPS affossati da quelli INPDAP e rilanciare la pensione alternativa con il riordino dei Fondi Pensione o la Riforma della Previdenza Complementare: le linee guida della Corte dei Conti sul sistema pensionistico in in Italia.

I due imperativi che emergono dalla Relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria INPS 2011? Monitorare l’incidenza della Riforma del Lavoro e delle Pensioni sulla spesa previdenziale fino all’entrata a regime del sistema contributivo e rilanciare il modello della previdenza complementare:

=> Leggi la Guida ai fondi pensione per la previdenza complementare

Riforma INPS

Sui bilanci INPS, come noto, pesano i conti in rosso della gestione ex INPDAP, confluita assieme a quella ex ENPALS nel “SuperINPS”: un passivo di quasi 9 miliardi di euro ed una situazione patrimoniale di 25 mld in netto peggioramento. Urgono perciò interventi per riformare la governance dell’INPS e risanare i Fondi amministrati, razionalizzando quelli “minori”,  in continua e marcata perdita.

  • In attivo: gestione per le prestazioni temporanee e gestione parasubordinati.
  • In passivo: gestione autonomi (agricoli e commercianti) e Fondo per il lavoro dipendente (appesantito dai dissesti strutturali dei dirigenti d’azienda e di quelli di elettricità, trasporti  e telefonia).

=> Leggi come il deficit INPDAP minacci le future pensioni INPS

Rilancio o Riforma dei Fondi pensione

Il secondo grande richiamo della Corte dei Conti riguarda la pensione alternativa costruita con la previdenza complementare, che in Italia è circoscritta al 27% dei lavoratori dipendenti. Per incentivarla, si potrebbe per prima cosa razionalizzare i fondi riducendone l’eccessivo numero, che spesso confonde  nella scelta:

=> Leggi come scegliere il fondo per la pensione integrativa

Anche i fondi negoziali (quelli con più iscritti) registrano una contrazione di adesioni, mentre i fondi per i dipendenti pubblici sono caratterizzati da uno sviluppo stentato soprattutto tra i  giovani, più bisognosi di «integrazione delle prestazioni del primo pilastro».

Si tratta di una sollecitazione dei magistrati contabili all’Esecutivo, che vada oltre le misure, poche, adottate fino a questo momento:

=> Leggi le nuove regole Covip sui fondi pensione

Se non si riesce a far decollare in Italia la previdenza complementare, l’unica soluzione rischia di essere quella di trasformare «gli attuali assetti privatistici in previdenza integrativa pubblica, trasferendo all’INPS i contributi ed escludendo i rischi del mercato finanziario, cui rimangono esposti istituti di credito e gestori specializzati e che hanno comportato rendimenti negativi nei più recenti anni di crisi».

=> Confronta i rendimenti dei fondi pensione e del TFR

Tra l’altro, non è mai partita l’attesa campagna di educazione finanziaria ai fondi pensione, con l’avvio di uno strumento simile alla famosa busta arancione svedese, che aggiorna costantemente il contribuente sulla situazione previdenziale.

=> Consulta la norma in Finanziaria sulla formazione previdenziale