Antonio Biella è il CEO di Gruppo Montecristo, l’azienda familiare italiana che ha rilanciato il marchio storico di Acqua San Bernardo. Partendo dalla gavetta come venditore porta a porta, oggi guida un gruppo solido che conta oltre duecento dipendenti e si avvicina al traguardo del miliardo di bottiglie vendute a livello globale.
La video intervista di Chapeau
In questa intervista concessa a Chapeau, Biella ripercorre le tappe fondamentali di San Bernardo, un brand nato ufficialmente nel 1926 e passato attraverso decenni di enormi successi ma anche di crisi profonde.
Il CEO racconta le dinamiche che hanno spinto la sua famiglia ad acquisire l’azienda dalla multinazionale Nestlé nel 2015 per circa 11,5 milioni di euro, salvandola da un progressivo declino. Attraverso il suo racconto, emergono non solo le vincenti strategie aziendali che hanno portato il fatturato da 20 a 120 milioni in soli dieci anni, ma anche i valori umani e la resilienza necessari per fare impresa oggi.
Ecco il video integrale, disponibile sulle principali piattaforme social di video streaming.
La storia di San Bernardo e l’acquisizione da Nestlé
Acqua San Bernardo vanta radici antiche, con la prima etichetta imbottigliata nel 1926 da Ottavio Rovere in un piccolo stabilimento termale. Negli anni ’90 il marchio era tra i tre più venduti in Italia, reso celebre anche dall’iconica bottiglia con le gocce in rilievo disegnata da Giorgetto Giugiaro per richiamare la rugiada del mattino. Tuttavia, l’acquisizione da parte di Nestlé nel 1998 ha segnato l’inizio di un periodo di forte crisi industriale.
La multinazionale ha limitato le vendite al solo Nord Italia e ha azzerato l’export per favorire lo sviluppo internazionale di altri brand di sua proprietà. La produzione è crollata al di sotto dei 100 milioni di bottiglie, mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza degli stabilimenti, in particolare quello storico di Ormea.
La svolta decisiva è avvenuta nel 2015, quando il Gruppo Montecristo, fondato dalle famiglie Biella e Colombo, ha acquistato il marchio per rilanciarlo, garantendo il mantenimento di tutti i posti di lavoro.
Le strategie di rinascita e le sfide affrontate
Subito dopo l’acquisizione, la nuova dirigenza ha dovuto ricostruire da zero l’amministrazione, la logistica e la complessa rete commerciale, funzioni precedentemente gestite a livello centralizzato da Nestlé. L’azienda ha individuato tre pilastri per la crescita: il canale HoReCa, un retail attento al posizionamento del prodotto e il faticoso recupero dei mercati esteri tagliati fuori dalla vecchia gestione.
Non sono mancati i momenti di grande difficoltà, come la pandemia di Covid-19, che ha azzerato le certezze bloccando del tutto il settore della ristorazione, un calo fortunatamente compensato dalle ottime vendite al dettaglio.
Successivamente, anche le dinamiche legate alla guerra in Ucraina hanno presentato nuove sfide a causa del rincaro delle materie prime, ma l’azienda ha saputo resistere e continuare il suo percorso di crescita.
Il ruolo delle sponsorizzazioni e i mercati esteri
Per rafforzare l’immagine del brand, San Bernardo ha investito svariati milioni in importanti sponsorizzazioni sportive, supportando la Pallacanestro Cantù e stringendo una proficua partnership con l’Inter a partire dal 2021. La presenza costante della bottiglia in vetro durante le conferenze stampa della squadra milanese ha generato un eccellente ritorno di immagine, aumentando la visibilità del marchio anche a livello internazionale grazie ai tantissimi tifosi sparsi per il mondo.
Sul fronte estero, nonostante l’Italia domini ancora le vendite, le esportazioni stanno ripartendo, passando in pochi anni da zero a oltre dieci milioni di bottiglie vendute. I mercati principali includono Albania, Dubai, Giappone, Cina e Australia, dove il prodotto è spesso richiesto con grande entusiasmo da distributori italiani spinti dalla nostalgia per i sapori di casa.
La visione futura e i consigli ai giovani imprenditori
Guardando al futuro, il Gruppo Montecristo ha obiettivi estremamente ambiziosi: dopo aver portato il fatturato del gruppo a 200 milioni di euro, Antonio Biella punta a raggiungere quota 750 milioni di bottiglie vendute solo per San Bernardo entro il 2030.
Il suo consiglio per chi desidera fare impresa in Italia è chiaro: serve un piano economico sostenibile, ma non si può prescindere da una grande passione, dai sogni e dalla tenacia di credere nelle proprie idee fino allo sfinimento.