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Chapeau intervista David Avino, l’imprenditore tech alla conquista dello spazio

di Redazione PMI.it

9 Dicembre 2025 11:18

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Dalla Folgore allo spazio profondo: la storia di David Avino e il modello imprenditoriale dell'azienda torinese Argotec, nella video-intervista podcast di Chapeau.

A volte, per toccare le stelle, bisogna avere il coraggio di ricominciare da zero. È questa la sintesi della parabola imprenditoriale di David Avino, il fondatore e CEO di Argotec, l’azienda torinese che sta riscrivendo le regole del settore aerospaziale italiano ed europeo.

Intervistato da Chapeau, Avino ripercorre la sua storia personale e quella della sua azienda, che sta chiudendo l’ultimo anno con un fatturato di oltre 60 milioni di euro ed ora sta puntando ad una raccolta di capitali da 150 milioni per conquistare il mercato americano.

La video intervista di Chapeau a David Avino

L’intervista realizzata da Chapeau ci racconta come Argotec sia passata ad essere da un semplice garage di idee a una space-park da 11.500 metri quadrati (a forma di navicella spaziale).

Ecco il video integrale, disponibile sulle principali piattaforme social di video streaming.

Le origini: dal Commodore 64 ai paracadutisti

La passione per la tecnologia nasce presto, tra i tasti di un Commodore 64 e l’invenzione di sistemi per luci psichedeliche quando era appena un adolescente. Eppure, il suo percorso non è stato lineare. Dopo la laurea in informatica, ha trascorso nove anni nell’Esercito Italiano come ufficiale dei paracadutisti della Folgore, partecipando a missioni in tutto il mondo. La svolta è arrivata in una notte insonne a Livorno, osservando le immagini di un rover della NASA atterrato su Marte: in quel momento ha deciso di tornare al suo primo amore, la tecnologia ad alto livello.

Il salto nel buio e la filosofia del bootstrapping

Dopo aver lavorato per l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), nel 2008 Avino ha fatto quella che molti definirono una pazzia: dimettersi per fondare Argotec. Per quindici anni, l’azienda è cresciuta senza chiedere un euro agli investitori esterni, seguendo la logica del bootstrapping: i profitti derivanti dai servizi di consulenza e ingegneria venivano reinvestiti al 100% in ricerca e sviluppo. Questo approccio ha permesso ad Argotec di costruire credibilità e tecnologie proprietarie, passando da fornitore di servizi a produttore di hardware spaziale.

L’espresso nello spazio e la difesa planetaria

Il grande pubblico ha conosciuto Argotec nel 2015 grazie a “ISSpresso“, la prima macchina per il caffè in grado di funzionare in microgravità, sviluppata con Lavazza e utilizzata da Samantha Cristoforetti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ma la vera rivoluzione è avvenuta con i microsatelliti. Argotec ha realizzato il satellite interamente costruito in Italia che si è spinto più lontano nello spazio, raggiungendo i 14 milioni di chilometri di distanza dalla Terra. L’azienda ha partecipato alla prima missione di difesa planetaria della NASA, fornendo il satellite incaricato di fotografare l’impatto di una sonda contro un asteroide.

Il futuro: produzione di massa e colonie lunari

Oggi Argotec ha cambiato passo. L’azienda ha inaugurato una nuova linea di produzione capace di assemblare un satellite a settimana e ha aperto una sede operativa in Florida, vicino al Kennedy Space Center, per servire direttamente il mercato statunitense, che rappresenta il 75% del fatturato globale del settore.

Guardando al futuro dell’esplorazione, Avino si mostra pragmatico ma ottimista: se la colonizzazione di Marte presenta ancora enormi ostacoli legati alle radiazioni e alla psicologia degli astronauti, una colonia lunare è un obiettivo concretamente realizzabile in meno di dieci anni.

Un traguardo che l’imprenditore persegue con la stessa disciplina militare e la stessa curiosità del bambino che programmava in Basic nella sua cameretta.