LaMiaImpresaOnline al vaglio antitrust

di Tullio Matteo Fanti

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Nuovo affondo di AssoProvider nei confronti del servizio LaMiaImpresaOnline: richiesta una procedura di accertamento per abuso di posizione dominante e intesa restrittiva della concorrenza.

Nuovo attacco da parte di Assoprovider al progetto promosso da Google LaMiaImpresaOnline, offerto alle piccole e medie imprese italiane. Dopo i pareri negativi espressi nei mesi precedenti, l’iniziativa viene ora segnalata all’Antitrust in quanto lesiva della libera concorrenza all’interno del mercato di riferimento.

In particolare, Assoprovider, grazie al supporto e il lavoro dell’Avv. Michela Terribile, chiede all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato di avviare una procedura di accertamento su LaMiaImpresaOnline, al fine di verificare eventuali violazioni degli articoli 2 e 3 della legge 287/1990 (abuso di posizione dominante e intesa restrittiva della concorrenza).

Per quanto riguarda la violazione dell’art. 2, a detta di Assoprovider, «non vi sono dubbi che il progetto in questione sia perfettamente in grado, come minimo, di alterare la libera concorrenza fra imprese, senza eliminarla forse, ma certamente limitandola fortemente». Si viene così ad impedire l’entrata di potenziali concorrenti e a provocare l’uscita di quelli attuali.

Per quanto riguarda il secondo aspetto della segnalazione, ovvero la posizione dominante dei partner, Google mostra percentuali di utilizzo da vero primato come motore di ricerca (92% il Italia e 95% negli Europa); «È quindi lampante che il mercato italiano, e quello europeo più in generale, siano di grande appeal per questo colosso dell’IT».

Google dovrebbe quindi secondo Assoprovider evitare di espandersi in mercati che si trovano a monte o a valle del suo business principale. Dovrebbe quindi «essere evitata o quantomeno limitata la sua presenza in un mercato in un certo senso dipendente da quello in cui detiene una posizione dominante, onde evitare la distorsione della concorrenza e lo squilibrio delle dinamiche contrattuali in cui i concorrenti/clienti si troveranno inesorabilmente ad essere parti “deboli”».

Infine, Assoprovider non manca di ricordare le già numerose indagini avviati nei confronti del colosso delle ricerche da parte dell’Autorità nazionale, dalla Commissione europea e dall’FCT: «Il rischio è che qualora si accertassero pratiche illecite in questo settore, è presumibile che le stesse verranno applicate al progetto LaMiaImpresaOnLine a danno dei clienti e degli altri competitors».

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