Lavoro: stop assunzione agevolata di disoccupate

di Barbara Weisz

Pubblicato 25 Luglio 2014
Aggiornato 1 Agosto 2014 09:48

Dal primo luglio non è più attiva l'agevolazione del 50% dei contributi per chi assume donne disoccupate in regioni svantaggiate: istanze all'INPS rigettate.

Dal primo luglio 2014 non sono più disponibili le agevolazioni per assunzione di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi residenti in zone svantaggiate. Lo comunica l’INPS, con messaggio 6235 del 23 luglio 2014, con il quale avvisa che sono state avviate le procedure per rigettare le eventuali istanze che dovessero essere inoltrate.

=> Incentivi per assunzione di donne svantaggiate

Assunzioni agevolate: cosa cambia

Il beneficio era previsto dalla prima Riforma Lavoro (legge 92/2012, articolo 4, commi da 8 a 11) e consisteva in una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per 12 mesi, prorogabili a 18 nel caso di trasformazione del contratto a tempo indeterminato.  Fino al dicembre 2013, le Regioni ammissibili ai finanziamenti sono state individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale, definita a livello europeo e recepita nella legislazione nazionale con decreto del ministro dello Sviluppo Economico del 27 marzo 2008. La carta è stata poi prorogata fino al 30 giugno 2014, ma per i periodi successivi non è arrivato nessun rinnovo.

=> Le agevolazioni ancora attive per le assunzioni

Ad ogni modo restano attive altre formule di assunzione agevolata di lavoratori privi di regolare impiego. Un esempio è la misura prevista dal Decreto Lavoro (articolo 7, comma 5, lettera b, dl 76/2013): le aziende che assumono lavoratori in ASpI godono di un contributo pari al 50% dell’indennità di assicurazione dovuta al dipendente.

 6235 del 23 luglio 2014