Over 50: più competenti ma meno flessibili

di Paolo Iasevoli

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I dipendenti con più di 50 anni si sono dimostrati in possesso di maggiori competenze tecniche ma meno flessibili, a causa anche del grande attaccamento nei confronti dell'azienda

I lavoratori over 50 sono i più affidabili e competenti. Lo rivela la ricerca condotta da Assochange (Associazione Italiana di Change Management) su un campione di 32mila dipendenti appartenenti alle imprese associate.

Lo studio giunge a completare un quadro complessivo del mercato del lavoro italiano che sta subendo progressivi mutamenti. Già la Crora della Bocconi aveva recentemente pubblicato un’indagine sulla maggior propensione verso il lavoro flessibile, mentre nella sua ultima ricerca l’Istat aveva evidenziato un generale rallentamento della crescita della forza lavoro.

A tale proposito, analizzando la componente over 50, Assochange ha rivelato una scarsa attitudine alla flessibilità e all’innovazione, che pone questa fascia di lavoratori in controtendenza rispetto ai colleghi più giovani.

In compenso, l’esperienza ha dimostrato il suo valore: il campione si è dimostrato in possesso di maggiori competenze tecnico-professionali e soprattutto pregno di senso di responsabilità. Molto forte anche il senso di appartenenza generatosi nel corso del tempo che lega il dipendente alla propria azienda e che sarebbe dunque tra le cause della poca flessibilità.

I dati assumono un valore rilevante perché la generazione oggetto dello studio guadagna sempre più peso nella struttura della popolazione: gli over 50 sono già più degli under 15 e entro il 2050 ci sarà il sorpasso anche nel resto d’Europa.

Le aziende devono quindi fornire una risposta adeguata, rendendo più flessibile la propria struttura, in modo da adattarla alle esigenze dei lavoratori di tutte le età. Attualmente, infatti, la crescente complessità delle organizzazioni costringono i dipendenti a un processo di apprendimento arduo e da portare a termine nel più breve tempo possibile. Ecco anche perché i lavoratori under 35 sono considerati ”poco maturi”.

Una possibile soluzione viene da Marco Beltrami, Associate Partner Ibm Gbs: «sarebbe opportuno l’inserimento di una comunicazione interna per fasce d’età poiché il legame tra queste e le competenze esiste ed è molto stretto. Le indagini mostrano che è una questione urgente, capire in tempo cosa vuol dire arrivare prima e governare il cambiamento«.