Private equity, torna la fiducia hi-tech

di Alessandro Vinciarelli

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Dopo un periodo di diffidenza e crisi tornano a crescere gli investimenti di capitale a favore di aziende che fondano il proprio business su innovazione tecnologica e nuove tecnologie

Il private equity ha mostrato nel 2007 un trend in netta crescita, con un valore investito che supera i quattro milioni di euro ed un aumento del 12% rispetto allo scorso anno.

Nei primi mesi del 2008, sembra che questo andamento si sia consolidato con forti speranze di ulteriore incremento per la fine dell’anno in corso.
Il dato è rinforzato dai nuovi investimenti nel Sud e dal crescente numero di operazioni effettuate in questa parte dello stivale.

Gran parte degli investimenti, circa l’80%, ha avuto come beneficiarie le Pmi con un numero di dipendenti che non superavano le 250 unità.

Di tutto il capitale investito, una buona parte (che si attesta intorno al 43%) proviene da risorse italiane mentre il restante 57% ha provenienza estera.

I dati positivi hanno spinto in avanti anche i finanziamenti e le operazioni early stage, ovvero nella prima fase di vita delle aziende. In tutto le operazioni in tal senso sono state 88 lo scorso anno, anziché dell’anno precedente, per un totale di 66 milioni di euro.

Se al totale delle operazioni aggiungessimo anche gli incubatori si arriverebbe allora a 420 operazioni.

L’area più in fermento per quanto riguarda gli investimenti è stata quella definita in modo generico come computer, con il 24% della quota, mentre il 16% è andato al biotech e il 10% al medicinale.

Dal punto di vista della dimensione delle aziende finanziate, i soggetti beneficiari più comuni consistono in piccole aziende, con un numero di dipendenti medio pari a 6 e un fatturato di 300 mila euro l’anno.