Stretta sui contratti a termine

di Barbara Weisz

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Durata massima dei contratti a termine ridotta a 24 mesi con limite di tre rinnovi: emendamenti alla Legge di Bilancio 2018 in commissione alla Camera.

Spunta una stretta sui contratti a termine in Legge di Bilancio, con l’abbassamento a 24 mesi della durata massima rispetto agli attuali 36 mesi: si tratta di emendamenti approvati in sede consultiva in commissione Lavoro, su cui deve ora lavorare la Commissione Bilancio. Sul tema sono al lavoro i tecnici della maggioranza, per mettere a punto un provvedimento che allarghi il raggio d’azione con un taglio alle possibili proroghe.

=> Il contratto a tempo determinato

Durata e rinnovi

La Riforma dei Contratti a termine del Jobs Act contenuta nel dlgs 81/2015 ha recepito il decreto Poletti (dl 34/2014) abolendo il causalone, ovvero la necessità di specificare le ragioni di carattere tecnico od organizzativo che motivavano l’applicazione di un termine. La normativa attuale prevede un massimo di cinque rinnovi, per una durata massima pari a 36 mesi.

Sull’abbassamento a 24 mesi della durata del contratto a tempo determinato è stato presentato un emendamento specifico. Il limite, lo ricordiamo, riguarda la somma di tutti i contratti a termine che l’impresa applica a un lavoratore. Attualmente la normativa consente un massimo di cinque rinnovi, ma fra le ipotesi allo studio nell’ambito della manovra c’è quella di abbassare il numero a tre.

=> Rinnovo contratti a termine

Mercato

L’obiettivo del Governo è quello di favorire il passaggio al tempo indeterminato, limitando la possibilità di prorogare i contratti a termine così da circoscriverne l’abuso e limitare le nove stipule. Gli ultimi dati ISTAT, infatti, confermano la diffusione crescenti dei contratti a tempo determinato, che nel terzo trimestre 2017 hanno raggiunto il record storico di 2 milioni 784 mila, il livello più alto mai misurato dal 1992 (crescita su base annua pari a +13,4%).

Le statistiche segnalano comunque un andamento positivo del mercato del lavoro, che nel primo semestre 2017 ha quasi recuperato in termini di numero degli occupati, i livelli 2008 (pre-crisi), con una crescita che si concentra in particolare sul lavoro dipendente.