SAP vs Oracle

di Paolo Iasevoli

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Colpo di scena nella battaglia legale che vede coinvolti i 2 colossi dell'informatica: SAP ammette il furto di documenti riservati e punisce i colpevoli

«Dal mio punto di vista, anche un singolo download inappropiato è inaccettabile. Ci scusiamo per quanto è accaduto». Con queste parole Henning Kagerman, CEO di SAP, risponde all’accusa di Oracle su un presunto furto di dati riservati.

Le 2 società sono da tempo abituate a confrontarsi in un mercato tutt’altro che tranquillo, come quello dei software aziendali. Un confronto portato avanti a colpi di nuovi prodotti ma soprattutto a suon di acquisizioni, che per Oracle hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 3 miliardi di dollari negli ultimi 3 anni.

Proprio le “new entry” sono al centro dello spiacevole episodio denunciato da Oracle. Ad essere coinvolte sono infatti Peoplesoft, acquistata nel 2005 dalla società statunitense, e TomorrowNow, entrata a far parte di SAP nello stesso anno.

Questa l’accusa: dipendenti di TomorrowNow si sono introdotti illegalmente nei computer di Oracle, “scaricando” software e documenti riservati appartenenti alle attività Peoplesoft. Il materiale è considerato da Oracle strategicamente vitale, da qui la pesante accusa di “corporate theft on a grand scale”, e la conseguente denuncia di concorrenza sleale.

Addirittura, Oracle parla di un vero e proprio “archivio di proprietà intellettuali rubate”, sostenendo che quest’attività sia parte integrante della strategia competitiva adottata da SAP per mantenere la sua leadership di mercato.

In attesa del verdetto finale, all’encomiabile “mea culpa” di Kagerman ha fatto seguito immediato una “bonifica” dei vertici di TomorrowNow.