Lavoro: scontro su riforma dei contratti

di Barbara Weisz

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Confindustria boccia la riforma dei contratti di lavoro proposta dai sindacati: dibattito e confronto tra contrattazione nazionale e di categoria.

Una «foto sbiadita», una proposta «superata», rispetto alla quale le idee di Confindustria sono «anni luce più innovative»: Giorgio Squinzi boccia senza mezzi termini la proposta di riforma dei contratti inserita nel documento sulle relazioni industriali presentato dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. I quali rispondono a stretto giro di posta: il modello contrattuale proposta da Confindustria è «vecchio come il mondo», replica il segretario Cgil Susanna Camusso.

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Al centro del dibattito, la proposta che le sigle confederali hanno predisposto come base per l’avvio del confronto fra le parti sociali sulla nuova contrattazione, che fra le altre cose respinge l’ipotesi di minimo salariale fissato per legge prevedendo invece l’applicazione a tutti i lavoratori dei minimi previsti dai contratti nazionali, sancita da apposita legge.

«I sindacati si stanno muovendo con il passo del gambero», taglia corto Squinzi: «la loro proposta è già superata dai contratti di categoria che si sono chiusi in questo periodo e dalle nostre proposte per i contratti in fase di rinnovo, anni luce più innovative rispetto alla piattaforma di Cgil, Cisl e Uil».

E’ la loro ricetta ad essere «vecchia come come il mondo», risponde Camusso. «La cosa più vecchia che c’è è sostenere il primato e il dominio dell’impresa».

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Reazioni critiche anche da Cisl e Uil. Si parte, insomma, con toni relativamente duri, mentre il governo insiste per l’accordo:

«o sindacati e Confindustria fanno l’accordo o ci pensiamo noi» ha dichiarato il premier Matteo Renzi, «è tempo di mettere fine ai continui rinvii».

Per approfondire: il documento sulle relazioni industriali approvato da Cgil, Cisl e Uil

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