Aspettativa per ricongiungimento coniuge all’estero

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Sebastiano chiede

Sono  dipendente pubblico del comparto Sanità, vorrei chiedere l’aspettativa per ricongiungimento del coniuge che lavora all’estero. Quali sono i documenti da presentare? L’aspettativa è soggetta a discrezionalità dell’azienda?

Barbara Weisz risponde

L’aspettativa va chiesta direttamente al datore di lavoro, con le modalità previste dalle singole aziende o, come nel suo caso, dall’ente pubblico di appartenenza. Il datore di lavoro può dare risposta negativa.

Il contratto di lavoro che la riguarda, ovvero il CCNL comparto Sanità, regolamenta l’aspettativa con l’articolo 12 del CCNL integrativo del 20/9/2001. In base al quale «al dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che ne faccia formale e motivata richiesta, possono essere concessi, compatibilmente con le esigenze organizzative o di servizio, periodi di aspettative non retribuiti».

=> Aspettativa per ricongiungimento familiare

La formulazione indica chiaramente che il dipendente ha il diritto a chiedere l’aspettativa e che l’amministrazione può decidere se concederla o meno in relazione alle esigenze di servizio. Quindi, per rispondere con precisione alla sua domanda, è prevista discrezionalità dell’azienda.

Il contratto specifica poi nel dettaglio tutte le diverse forme di aspettativa, compresa quella per il coniuge che lavora all’estero (articolo 13, comma 3).