Pensioni e stipendi: +30% di tasse Irpef in busta paga

di Barbara Weisz

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Il peso delle addizionali regionali e comunali Irpef in busta paga o nel cedolino pensione ha comportato un aumento medio del 30% in 5 anni: ecco le tabelle per categorie di reddito, regioni e città.

Il taglio del cuneo fiscale in busta paga nel 2014 vorrebbe concedere respiro ai dipendenti ma non basta neanche a compensare l’aggravio di tasse, in particolare le addizionali regionali e comunali. Negli ultimi cinque anni (2010-2014), secondo la Cgia di Mestre le addizionali Irpef sono salite di oltre il 30%, con decurtazioni di reddito per centinaia di euro. L’impennata è iniziata con il Salva Italia (dl 201/2012), che ha elevato l’aliquota regionale base da 0,9 a 1,23%) mentre il Dl 138/2011 (articolo 1, commi 10-11) che ha ripristinato la possibilità per Regioni e Comuni di aumentare l’Irpef (non potevano più farlo dopo il Dl 93/2008), con il risultato che le addizionali hanno subito notevoli aumenti per compensare i tagli statali e fronteggiare la crisi.

Rincari per categoria

  • Un operaio che guadagna 1280 euro al mese, ha pagato 121 euro in più di tasse (+36%).
  • Un impiegato con stipendio di 2mila euro ha pagato 189 euro in più (+30%).
  • Un quadro che guadagna 3mila euro al mese ha pagato 324 euro in più (+31%)
  • Un pensionato con  mille euro al mese ha subito un aggravio fiscale di 85 euro (+ 34%).

Addizionali Irpef regionali

Al di là dei dati medi, la situazione varia nelle diverse regioni e comuni, come si evince dalle aliquote Irpef applicabili per il periodo d’imposta 2013 nelle diverse regioni:

  • 2,03%: Calabria, Campania e Molise.
  • 1,73%: Abruzzo, Lazio e Sicilia.
  • 1,23%: Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Valle d’Aosta, Veneto, Trento e Bolzano.

In tutte le altre regioni le aliquote sono in base al reddito. Per quanto riguarda i capoluoghi di Regione, le città con il conto più salato:

  • pensionati Catanzaro, Torino e Bari,
  • operai Venezia, Napoli e Catanzaro,
  • impiegati Napoli, Catanzaro e Roma,
  • quadro Catanzaro, Napoli e Roma.

Aggravio 2010-2014

Capoluogo Pensionato Operaio Impiegato Quadro
Catanzaro +149 euro, 49% +195 euro, 49% +335 euro, 49%  +549 euro, 49%
Torino +127 euro, 47% +167 euro, 47% +215 euro, 31%  +356 euro, 32%
Bari +118 euro, 53% +160 euro, 54% +126 euro, 18%  +316 euro, 28%
Roma +117 euro, 38% +153 euro, 38% +263 euro, 38%  +431 euro, 38%
Palermo +117 euro, 41% +153 euro, 41% +263 euro, 41%  +431 euro, 41%
Campobasso +101 euro, 29% +132 euro, 29% +227 euro, 29%  +372 euro, 29%
Genova +69 euro, 27% +90 euro, 27% +155 euro, 20%  +254 euro, 20%
Perugia +69 euro, 24% +90 euro, 24% +155 euro, 24%  +254 euro, 24%
Firenze +67 euro, 35% +89 euro, 35% +173 euro, 40%  +331 euro, 47%
Ancona +54 euro, 20% +71 euro, 19% +124 euro, 18%  +194 euro, 16%
Milano +54 euro, 37% +68 euro, 32% +218 euro, 53%  +394 euro, 54%
Aosta +53 euro, 28% +69 euro, 28% +119 euro, 28%  +195 euro, 28%
Trento +53 euro, 37% +69 euro, 37% +119 euro, 37%  +195 euro, 37%
Bolzano +53 euro, 30% +69 euro, 30% +119 euro, 30%  +195 euro, 30%
Trieste +53 euro, 19% +69 euro, 19% +119 euro, 19%  +195 euro, 19%
Venezia +54 euro, 37% +237 euro, 126% +227 euro, 45%  +372 euro, 45%
Bologna +53 euro, 17% +69 euro, 19% +119 euro, 16%  +195 euro, 16%
L’Aquila +53 euro, 17% +69 euro, 17% +119 euro, 17%  +195 euro, 17%
Potenza +53 euro, 19% +69 euro, 19% +99 euro, 16%  +195 euro, 19%
Cagliari +47 euro, 18% +65 euro, 19% +102 euro, 18%  +217 euro, 23%
Napoli +21 euro, 7% +195 euro, 49% +335 euro, 49%  +549 euro, 49%

 

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