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Pensione anticipata: età pensionabile dopo il 2024

di Anna Fabi

23 Gennaio 2024 19:55

Blocco adeguamenti alle speranze di vita per la pensione anticipata fino al 31 dicembre 2024 ma scatti fermi fino al 2026: regole e requisiti pensione.

L’inserimento nella Manovra 2024 di uno sblocco degli adeguamenti alle speranze di vita i fini dei requisiti per la pensione anticipata – rispetto al precedente termine fissato a fine 2026 – ha destato dubbi, soprattutto in relazione con quanto disposto dal Ministero dell’Economia con apposito decreto: provvedimento ha stabilito che non sono previsti aumenti per il biennio 2025-2026.

CALCOLO PENSIONE ONLINE

Lo sblocco inserito in Legge di Bilancio, pertanto, non produce impatto fino al 31 dicembre 2026. Ripercorriamo dunque tutti i requisiti per la pensione, formula per formula nel prossimo biennio.

Sblocco scatti in Manovra 2024

Al comma 521 della Legge 213/2023 (la Manovra 2024) si modificano i termini di sospensione dell’adeguamento alle speranze di vita dei requisiti di anzianità contributiva per i trattamenti pensionistici anticipati.

Nello specifico, la norma recita quanto segue:

All’articolo 15, comma 2, e all’articolo 17, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, le parole: «fino al 31 dicembre 2026» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2024».

Età pensionabile di vecchiaia per il 2024-2026

Il decreto MEF del luglio 2023 prevede tuttavia che:

a decorrere dal primo gennaio 2025, i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici» (di cui all’art. 12, commi 12-bis e 12-quater del decreto-legge 30 luglio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni) non siano aumentati.

E poiché gli adeguamenti alle aspettative di vita scattano ogni due anni, il provvedimento li blocca per il 2025 ed anche per il 2026.

Requisiti pensione anticipata Fornero dal 2025

In conclusione, per la pensione anticipata Fornero ci vogliono ancora 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne.

Ed anche se la Manovra 2024 anticipa al 31 dicembre 2024,  lo stop in origine previsto dal l DL 4/2019, a legislazione vigente non cambia nulla alla luce della mancanza effettiva di incrementi per aumento delle speranze di vita.

Vero è che nella Manovra 2025 il Governo potrebbe stravolgere tutto, ad esempio intervenendo a monte sul meccanismo che regola i criteri di applicazione degli scatti. Per cui è doveroso chiarire che si possono avere certezze soltanto “anno per anno”.

Requisiti anagrafici per le pensioni fino al 2026

Detto questo, a legislazione vigente, almeno fino al 1° gennaio 2027, i requisiti per andare in pensione dovrebbero esserei seguenti:

  • Per la pensione di vecchiaia 67 anni di età e 20 anni di contributi.
  • Per la pensione anticipata 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne.
  • Per la pensione anticipata contributiva 64 anni e 20 di contributi oppure 71 anni e 5 anni di contribuzione effettiva.
  • Per addetti a mansioni usuranti e notturni:
    • Quota 97,6 a 61 anni e 7 mesi con 35 anni di versamenti per i dipendenti;
    • Quota 98,6 a 62 anni e 7 mesi con 35 anni di versamenti per gli autonomi.
  • Per la Quota 41 dei lavoratori precoci con 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni resta tutto invariato.
  • Per la pensione in totalizzazione 66 anni oppure 41 anni di contributi.

Scatti pensione e aspettative di vita

Le variazioni negative non si incamerano ai fini degli scatti pensionistici (nel senso che non può scendere il requisito anagrafico), ma sono compensate dagli incrementi degli anni successivi.

Nel biennio 2023-2024 c’è stata una riduzione delle attese di vita di quattro mesi, nel 2025-2026 il calo dovrebbe essere di un mese. A legislazione vigente, queste variazione in negativo dovrebbero dunque essere assorbite da eventuali future progressione delle speranze di vita. Ad ogni modo, l’adeguamento biennale del requisito anagrafico in aumento non può essere mai superiore a 3 mesi.

Per approfondimenti, si può consultare il decreto MEF (G.U. 17 ottobre 2023) e la Legge 213/2023 (la Manovra 2024).