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Smart Working: nuove regole dal 1° agosto

di Alessandra Gualtieri

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Scade il 31 luglio lo smart working per alcuni casi di genitori e fragili, il 31 agosto la comunicazione semplificata per il lavoro agile nel privato.

In scadenza le ultime proroghe in materia di smart working, concesse dal Decreto Riaperture per una ripartenza graduale dopo l’emergenza Covid. Fino al 31 luglio possono accedervi in via preferenziale alcune specifiche categorie di lavoratori. Fino al 31 agosto, invece, si può ancora fruire del lavoro agile nel privato, con procedura semplificata e senza accordo individuale. Dal primo settembre, infine, si torna alla disciplina ordinaria. Vediamo in dettaglio.

Smart working: cosa cambia

La legge di conversione del Decreto Riaperture (Legge 52/2022) ha concesso una serie di proroghe per consentire un ritorno graduale presso le sedi fisiche di lavoro. In linea generale, tuttavia, le formule preferenziali per alcune categorie di lavoratori giungono a scadenza il 31 luglio.  Si tratta di lavoratori fragili e genitori di figli minori, per i quali si conclude il diritto al lavoro agile.

Lavoro agile: le scadenze di luglio

Fino al 31 luglio 2022 i dipendenti del settore privato con figli fino a 14 anni (se l’altro) hanno diritto allo smart working anche senza accordo individuale, purché l’altro genitore non percepisca strumenti di sostegno al reddito per la sospensione del lavoro o non lavori. Stesso termine per i fragili esposti a rischio di contagio per co-morbilità, nell’ambito della sorveglianza sanitaria.

Le ultime proroghe di agosto

Fino al 31 agosto 2022, è utilizzabile la comunicazione dello smart working nel settore privato con procedura semplificata, con la sottoscrizione degli accordi individuali non necessaria per tutto il mese. Anche la formazione obbligatoria in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro può essere erogata a distanza fino a fine agosto, tranne quella che prevede addestramenti e prove pratiche.

Con la fine dello smart working semplificato, dal 1° settembre torna l’obbligo di accordo individuale nel settore privato, mentre nel Pubblico Impiego si può invece adottare il lavoro agile in modo autonomo e flessibile, a rotazione.