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Formazione e competitività: la nuova strategia di Fondo For.Te.

di Redazione PMI.it

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Il Fondo Interprofessionale per la formazione continua, For.Te., rinnova la mission e adegua la strategia ai nuovi scenari post-Covid: le anticipazioni.

For.Te. è il Fondo Interprofessionale più importante nel panorama italiano per numero di aziende che vi hanno aderito, soprattutto nei settori del Terziario. Con il messaggio di fiducia nella ripresa “Formiamo un’Italia più forte”, nel biennio 2019/2020, For.Te. ha messo a disposizione delle aziende 90 milioni di euro, per la formazione dei lavoratori.

A maggior ragione per il 2022 ed il 2023, For.Te. punta sulla ripartenza del Paese, attraverso investimenti che saranno resi noti nei primi mesi del prossimo anno, finalizzati al patrimonio più importante delle aziende, le risorse umane.

“Ci stiamo preparando a un grande salto, spiega la Vice Presidente del Fondo, Rosetta Raso, attraverso importanti scelte operate dal Consiglio di Amministrazione e dall’Assemblea del Fondo. Scelte che partono dalla necessità di allargare la platea dei beneficiari, attraverso misure specifiche che consentano di coinvolgere un numero sempre più importante di aziende e di beneficiari della formazione, ovvero di lavoratori. In questo momento così difficile per il Paese, anche i Fondi hanno il dovere di partecipare attivamente all’obiettivo strategico della ripresa, che si traduce in “occupabilità” dei lavoratori e di conseguenza, in competitività delle imprese”.

“For.Te. non intende sottrarsi alla sfida che attende anche i Fondi, prosegue il Presidente del Fondo, Paolo Arena; al contrario, attiverà tutti gli interventi che vadano nella direzione della semplificazione burocratica e dell’incoraggiamento di forme di cooperazione tra le aziende, per la condivisione di percorsi formativi interaziendali, mai come ora indispensabili. Ciò anche in ragione della necessità di ottimizzare le risorse disponibili, spesso insufficienti a coprire i fabbisogni di una platea ampia di aziende beneficiarie e ancor più di lavoratori destinatari della formazione”.

Consapevole della funzione affidata, For.Te. punta anche alla qualità della formazione erogata, attraverso il modello di misurazione delle performance dei soggetti erogatori della formazione e un’attenzione ancor più mirata all’analisi inziale dei fabbisogni formativi ed alle competenze in uscita dai percorsi formativi. Mai come ora diventa indispensabile collegare ancor più strettamente tra loro formazione erogata e risultati misurabili, in termini di vantaggio competitivo delle aziende e di opportunità occupazionali per i lavoratori.

“Sul tavolo, sostiene Arena, resta il tema delle risorse. Già negli Avvisi emanati dal Fondo nel 2019, abbiamo ammesso la partecipazione, senza l’obbligo del cofinanziamento privato, di lavoratori sospesi, in cassa integrazione a zero ore e di quelli che abbiano perso occasioni di occupazione, precedentemente dipendenti di aziende beneficiarie dei piani formativi. Ma il maggior coinvolgimento dei Fondi Interprofessionali per la formazione continua, non può e non deve tradursi nell’ulteriore erosione delle risorse versate dalle aziende attraverso il contributo obbligatorio dello 0,30%. Servono risorse aggiuntive per la formazione dei lavoratori sospesi o in cassa integrazione e per i lavoratori che abbiano perso l’occupazione. Questo è l’appello che rivolgiamo al Governo, anche per far guadagnare posizioni all’Italia nel contesto europeo in tema di investimenti in formazione continua, come si evince dall’ultimo rapporto INAPP. E’ necessario inoltre, valutare l’esperienza vissuta nel momento di maggiore criticità dell’emergenza sanitaria, con particolare riferimento alle tecnologie applicate ai sistemi di apprendimento, con particolare riferimento al target della popolazione adulta. Successivamente alla pandemia, si rende necessaria una riflessione a più voci sulle opportunità offerte per una parte dei percorsi formativi dalle nuove tecnologie in alternativa alla presenza fisica in aula, sia sotto il profilo dell’apprendimento che dei costi della formazione”.

“La formazione continua di cui possono fruire gratuitamente imprese e dipendenti – conclude Paolo Arena, – costituisce, ancor più in questo momento, un’importante opportunità che non va sprecata. For.Te. non intende essere semplicemente erogatore di finanziamenti, ma soggetto attivo e propositivo, gestore attivo del processo di formazione continua, immaginandolo come la leva strategica che avvicina un lavoratore a una impresa, nei diversi settori e nei diversi territori Il momento è adesso.”

Non resta che attendere i particolari delle innovazioni annunciate, che saranno diffuse nelle prossime settimane attraverso il sito istituzionale di For.Te.