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Opzione Donna, pensione più conveniente con la proroga 2022

di Redazione PMI.it

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Riforma pensioni 2022, novità e anticipazioni: ipotesi proroga Opzione Donna, anche con nuovi requisiti, nel tempo sempre più conveniente: ecco perché.

Si scaldano i motori della Legge di Bilancio 2022 e della prossima Riforma pensioni con la quale, con buona probabilità, il Governo confermerà e potenzierà misure come Opzione Donna e APe Social, ritenute capaci di andare incontro alle esigenze delle fasce più deboli e dei lavoratori svantaggiati senza gravare eccessivamente sui conti dello Stato. La Riforma allo studio del Governo, a quanto pare, non porterà grandi stravolgimenti all’attuale sistema pensionistico, pur ponendosi come obiettivo quello di garantire flessibilità in uscita, in particolare per specifiche categorie di lavoratori e lavoratrici da tutelare.

=> Opzione Donna: le decorrenze 2021 e 2022

Dei cambiamenti però ci saranno, primo fra tutti l’addio definitivo a Quota 100. Una forma di accesso alla pensione anticipata che non sembra aver riscosso molto successo neanche tra i lavoratori, al contrario di Opzione Donna, scelta in questi anni di sperimentazione da molte lavoratrici per uscire in anticipo dal mondo del lavoro, anche accettando di vedersi calcolare l’assegno previdenziale con il sistema contributivo puro, invece di quello misto.

Pensione Opzione Donna: vantaggi 2021

A fronte della penalizzazione sul calcolo dell’assegno, Opzione Donna offre alle lavoratrici la possibilità di ritirarsi con 58 anni di età le dipendenti e 59 anni le autonome, avendo all’attivo almeno 35 anni di contributi. Uno sconto sui requisiti ritenuto evidentemente così attrattivo tanto da compensare il taglio della pensione. Basti pensare che, per andare in pensione con le opzioni standard alle donne vengono invece richiesti:

  • almeno 41 anni e 10 mesi di contributi per la pensione anticipata, quindi quasi 7 anni in più di lavoro;
  • 67 anni d’età e 20 di contributi, nel caso della pensione di vecchiaia, quindi ben 9 anni in più per le dipendenti e 8 per le autonome.

Opzione Donna 2022: ipotesi nuovi requisiti

Tra le novità di Opzione Donna 2022, tuttavia, potrebbe esserci all’orizzonte un aumento dell’età pensionabile: 59 anni per le lavoratrici dipendenti e 60 per le autonome. In compenso, le lavoratrici che accederanno alla nuova Opzione Donna potranno contare su un trattamento previdenziale meno penalizzante, avendo un anno in meno di contributi versati prima del 1996 da migrare nel sistema contributivo. Questo perché più si andrà avanti con Opzione Donna e meno saranno le lavoratrici con anni di contributi versati prima del 1996 (ai quali si applicherebbe il calcolo retributivo) e minori saranno le penalizzazioni sull’assegno previdenziale, rendendo questa opzione di pensione anticipata sempre più conveniente.

=> Pensione di vecchiaia: l'alternativa contributivo puro

Da sottolineare che queste sono solo delle ipotesi, e che per avere la certezza di come funzionerà Opzione Donna 2022 e negli anni futuri, nonché della sua effettiva proroga, bisognerà attendere la Manovra di fine anno e la conseguente Riforma delle pensioni, nella quale in pole position anche l’APe Sociale, che ben si presta ad essere eventualmente rimodulata per accogliere nuove fasce di soggetti deboli da tutelare.