Tratto dallo speciale:

Pensione APe Sociale: domanda di accesso entro il 15 luglio

di Redazione PMI.it

scritto il

Prossima scadenza per richiedere l'APe Social 2021: le date da ricordare in attesa di sapere se la riforma pensioni la prorogherà o renderà strutturale.

La riforma pensioni allo studio del Governo potrebbe rendere l’APe Social permanente, ma non vi è alcuna certezza, pertanto è  bene non attendere e fare domanda subito, requisiti permettendo. Per il momento, quel che è certo è che la Legge di Bilancio 2021 ha prorogato l’anticipo pensionistico a carico dello Stato per tutto il 2021 ma con specifiche finestre temporali per inoltrare la richiesta. Si tratta, lo ricordiamo, di una forma di pensione anticipata riservata a particolari categorie tutelate. Vediamo in dettaglio i requisiti richiesti dall’attuale norma e la scadenza per accedere all’APe Sociale 2021, ai cui beneficiari viene riconosciuto un sussidio mensile il cui importo massimo può arrivare a 1.500 euro lordi.

APe Sociale 2021: beneficiari e requisiti

Possono accedere all’APe Sociale coloro che hanno raggiunto, o raggiungeranno entro il 31 dicembre 2021, 63 anni d’età, contro i 67 anni richiesti per la pensione di vecchiaia, a patto di appartenere ad una delle seguenti categorie di lavoratori iscritti all’INPS, anche in Gestione separata:

  • disoccupati per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di licenziamento economico, o per scadenza naturale di un contratto a termine, a patto di aver avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, periodi di lavoro dipendente per una durata di almeno 18 mesi. Viene inoltre richiesto di aver concluso la fruizione, da almeno tre mesi, dell’intera indennità di disoccupazione spettante (NASpI, Dis-Coll, ecc.);
  • caregiver che assistono, da almeno sei mesi, il coniuge, la persona in unione civile o un parente di I grado, convivente, con handicap grave (ex legge n. 104/1992), ovvero i parenti di II grado (conviventi), qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano compiuto 70 anni d’età oppure siano anche loro affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • invalidi civili almeno al 74%;
  • addetti a mansioni gravose che hanno svolto una o più attività gravosa da almeno 7 anni negli ultimi 10, ovvero almeno 6 anni negli ultimi 7, in via continuativa.

Requisiti: aver cessato l’attività lavorativa; non essere titolare di una pensione diretta; avere un minimo di 30 anni di contributi (o 36 anni per chi svolge attività gravose); maturare una pensione di vecchiaia d’importo non inferiore a 1,4 volte l’importo della pensione minima dell’INPS pari a circa 722 euro mensili. Alle lavoratrici che sono anche mamme rientrano tra i beneficiari dell’APe Social, viene concesso lo sconto di un anno sul requisito contributivo per ogni figlio, anche adottivo, fino a un massimo di 2 anni.

APe Sociale: scadenze 2021

Il procedimento di riconoscimento attribuzione dell’APe Social prevede la presentazione di due istanze distinte con tempi differenti. La prima  per il riconoscimento del diritto da presentare all’INPS, che fornirà in risposta l’esito della richiesta con, in alternativa:

  • l’indicazione della prima decorrenza utile, ovvero con differimento della decorrenza (in caso d’insufficienza delle risorse finanziarie);
  • rigetto della domanda, qualora non sussistano le condizioni per il diritto.

La prossima scadenza utile per presentare istanza di riconoscimento del diritto all’APe Sociale è il 15 luglio. La domanda di APe potrà essere inoltrata, in presenza dei requisiti richiesti, anche successivamente, purché entro il 30 novembre, ma l’accoglimento dell’istanza sarà vincolato alla presenza di risorse sufficienti. In caso di risposta positiva da parte dell’INPS il beneficiario di APe Social può inoltrare la seconda istanza, ovvero la domanda di liquidazione. Per quest’ultima non c’è un termine, ma l’indennità verrà erogata a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

L’accesso al beneficio è subordinato alla cessazione di attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o all’estero. Contestualmente alla domanda di certificazione del diritto (o nelle more dell’istruttoria), il soggetto già in possesso di tutti i requisiti – compresa la cessazione dell’attività lavorativa – può presentare la domanda di accesso alla prestazione, questo al fine di non perdere ratei di trattamenti.