Modifiche al Decreto Agosto: le richieste sindacali

di Barbara Weisz

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Modifiche alla cassa Covid, estensione proroga NASpI e divieto licenziamenti, bonus per gli esclusi: proposte per la legge di conversione del Dl Agosto.

Rimodulare ed eventualmente estendere la nuova cassa integrazione con causale Covid, aumentare gli importi della proroga di NASpI e DIS-COLL, nuove indennità: sono le richieste dei sindacati al Parlamento impegnato nella conversione in legge del Decreto Agosto.

Un provvedimento «necessario e prezioso», rileva la Cisl in sede di audizione davanti alla commissione Bilancio del Senato «ma, tuttavia, più che parziale», che va accompagnato da «una manovra straordinaria, come occorre che sia la prossima Legge di Bilancio, da anticiparsi e fondare su un nuovo patto sociale».Un «Patto per il Paese – aggiunge la Uil – che rimetta al centro di ogni progetto di sviluppo il valore del lavoro e il rispetto della persona».

Vediamo nel dettaglio i rilievi di Cgil, Cisl e Uil alle singole misure contenute nel decreto Agosto.

Ammortizzatori sociali

E’ uno dei capitoli più corposi del decreto, che come noto prevede altre 18 settimane di CIG Covid da utilizzare fra il 13 luglio e il 31 agosto, con una serie di regole precise e un meccanismo di domanda 9+9. I sindacati insistono sulla necessità di un organica riforma degli ammortizzatori sociali. Nel frattempo, considerano positivamente la misura del decreto Agosto, formulando però una serie di proposte di modifica.

Cgil e Cisl rilevano che la data di inizio del 13 luglio lascia scoperta una settimana per le aziende che hanno usufruito, senza soluzione di continuità, degli ammortizzatori da fine di febbraio o primi di marzo. La Cgil chiede di affrontare questo elemento in sede di conversione, la Cisl propone che i datori di lavoro possano utilizzare, per coprire eventuali buchi della cassa Covid, gli ammortizzatori ordinari: a questo fine è necessaria una verifica della tenuta finanziaria delle gestioni ordinarie di Cigo, Cigs, e Fis.

Critiche anche alla norma che incamera nelle nuove 18 settimane eventuali periodi già richiesti ma non utilizzati allo scorso 13 luglio. La Cisl chiede di cancellare questa norma, la Uil sottolinea che penalizza le imprese che «hanno fatto un uso più parsimonioso delle settimane di integrazione salariale» e non potranno più utilizzare i periodi rimanenti che, sottolinea la confederazione sindacale, «potevano essere fruiti entro il 31 ottobre». Altre richieste della Cisl:

  • eliminare il requisito per il secondo pacchetto di 9 settimane all’utilizzo delle prime;
  • spalmare le 18 settimane su un periodo più lungo, per non «rischiare, come già accaduto nei mesi scorsi, di incentivare i datori di lavoro a chiedere settimane di CIG al di sopra dell’effettivo bisogno;
  • per datori di lavoro agricolo, 90 giornate di CISOA invece di 50.

Divieto di licenziamento

E’ una norma molto criticata dalle imprese, che temono un ingessamento del mercato del lavoro in un momento in cui le aziende potrebbero aver bisogno di ristrutturare, viceversa apprezzata dai sindacati. «Proprio per la gravità e la delicatezza della situazione economica e sociale – rileva la Cgil – riteniamo che vadano respinte eventuali pressioni tese a rimuovere tale misura».

Tutti e tre i sindacati ritengono che il divieto di licenziamento debba essere prorogato fino al 31 dicembre, «per consentire una maggiore visibilità sulle dinamiche ancora nebulose della ripresa e ottenere il tempo necessario per elaborare soluzioni alternative alla fuoriuscita dei lavoratori dai perimetri aziendali».

Proroga NASpI e DIS-COLL

Positiva la proroga, ma anche in questo ambito ci sono una serie di richieste. La Cisl propone l’estensione a luglio (attualmente è limitata a coloro per i quali il sussidio scade fra maggio e giugno). Cgil e Uil criticano invece il riferimento, per il calcolo dell’importo dovuto, all’ultima mensilità, che è la più bassa.

La Cgil critica infine che non venga prevista la possibilità, per il lavoratore, di scegliere se rimanere o meno in NASpI o di farvi rinuncia.

Contratti a termine

Bene la proroga senza causale, la Cisl chiede l’abolizione del contributo dello 0,5% sui rinnovi, «che pesa soprattutto sui contratti stagionali». La Uil rileva «la necessità e l’urgenza di intervenire sul tema della causali, riportando nelle mani della contrattazione collettiva la loro legittima definizione».

=> Guida ai Bonus Covid del Decreto Agosto

Nuove indennità

Con diverse modulazioni, tutte e tre le sigle sindacali chiedono l’estensione delle indennità alle categorie rimaste escluse dai bonus di maggio: Partite IVA INPS, artigiani e commercianti, collaboratori coordinati e continuativi, operai agricoli a termine, lavoratori domestici.

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