NaspI: come disdire la ritenuta sindacale

di Barbara Weisz

scritto il

Ritenuta sindacale sul sussidio di sostegno al reddito per il lavoratore che si appoggia al sindacato o patronato: ecco come chiedere all'INPS la revoca della ritenuta fiscale.

L’iscrizione a un sindacato è un’informazione personale non divulgabile, ma non comunicarla nemmeno all’interessato è forse troppo: eppure, è quel che può succedere nel momento in cui ci si rivolge a un sindacato patronato per inoltrare richieste di prestazioni.

Chiedere la NaspI o un altro trattamento di disoccupazione, quindi, può comportare l’applicazione di una quota associativa che viene trattenuta direttamente sul trattamento, salvo diversa richiesta del titolare del sussidio.

Ad esempio, Assowelfare applica agli iscritti aliquote fissate da specifica convenzione INPS:

  • 3% NaspI;
  • 0,50% ASDI;
  • 1% DIS-COLL;
  • 0,50% cassa integrazione;
  • 1% trattamenti speciali di disoccupazione, indennità di mobilità e sussidio per lavori socialmente utili.

In ogni caso, è sempre bene controllare se, nel momento in cui si richiede uno specifico servizio, di fatto si aderisce anche a un’iscrizione.

E’ comunque possibile disdire l’applicazione delle ritenute sindacali, inviando comunicazione all’INPS attraverso una raccomandata.

L’istituto, ricevuta la richiesta di revoca, interrompe le trattenute in aprile, luglio, ottobre o gennaio per le richieste ricevute fino al 15 del mese precedente (dal primo aprile, per le disdette ricevute dal 16 dicembre al 15 marzo dell’anno successivo, dal primo luglio, per le revoche ricevute dal 16 marzo al 15 giugno, e così via).

Buono a sapersi!