Al via la tassazione unitaria per i distretti produttivi

di Roberto Grementieri

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Il decreto legge 5/2009 propone una nuova possibilità  di tassazione allargata. Si tratta di un regime che esce fuori dai tradizionali schemi di collegamento societario previsti dalla trasparenza fiscale e dal consolidato nazionale o mondiale.

Destinatari della norma sono i distretti produttivi ossia gli insiemi di imprese che, legate tra di loro da vincoli territoriali, produttivi o dalla condivisione comune di know-how, formano un unico sistema imprenditoriale.

I distretti che scelgono il regime di tassazione unitaria verranno considerati come nuovi soggetti passivi.

Il reddito imponibile del distretto comprende quello delle imprese che vi appartengono.
La ripartizione del carico tributario tra le imprese interessate è rimessa alla scelta del distretto, che vi provvede in base a criteri di trasparenza, alla parità  di trattamento e sulla base di principi di mutualità .

In pratica, sulla base degli accordi interni tra le imprese le stesse potranno indicare su chi e con quale percentuale ricadrà  il carico tributario.

L’ammontare dovuto come imposte è determinato in cifra unica annuale per il distretto nel suo complesso; quindi, ai fini dell’Ires, si determinerà  sulla base imponibile l’imposta corrispondente all’aliquota del 27,5 per cento.
I distretti possono concordare in via preventiva con l’Agenzia delle entrate il volume delle imposte dirette di competenza delle imprese appartenenti da versare in ciascun esercizio, avuto riguardo alla natura, tipologia ed entità  delle imprese stesse, alla loro attitudine alla contribuzione e ad altri parametri oggettivi, determinati anche su base presuntiva.

I parametri oggettivi per la determinazione delle imposte vengono determinati previa consultazione delle categorie interessate e degli organismi rappresentativi dei distretti.
La possibilità  della parametrazione fiscale a livello locale, oltre che con l’Erario, potrà  essere concordata in via preventiva e vincolante anche con gli enti locali competenti, per la durata di almeno un triennio, stabilendo il volume di tributi, contributi e altre somme che le imprese appartenenti al distretto dovranno versare in ciascun anno.

Diverrà  quindi possibile, anche in chiave federalista, concertare con le amministrazioni locali il carico fiscale o le agevolazioni spettanti in relazione all’incidenza sul territorio.