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Nucleare: sì al referendum, aziende del comparto Energia in attesa

di Noemi Ricci

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Ammissibile il referendum sul nucleare: Italiani al voto, aziende della filiera in attesa e imprese della green economy in ansia.

Referendum sul Nucleare in arrivo per l’Italia: la Corte Costituzionale ha giudicato ammissibile i quesiti referendari che offriranno agli Italiani la possibilità di confermare o meno il voto contrario alle centrali su territorio nazionale per la produzione di questo tipo di energia.

Da un lato,sono ancora tante le voci contrarie al ritorno del nucleare, non solo cittadini e organizzazioni green ma anche molte “imprese verdi”.

Dall’altro, stanno emergendo le prime imprese interessate a esplorare le opportunità di business dell’energia nucleare.

Al di là delle polemiche e dei dubbi sull’ingannevolezza o meno dello spot del Forum Nucleare, i sostenitori del Nucleare evidenziano la potenziale creazione di nuovi posti di lavoro con la nascita della nuova filiera.

I detrattori del Nucleare preferiscono scommettere sulle energie rinnovabili: con i giusti investimenti saranno nel tempo sufficienti a coprire il fabbisogno energetico, senza produrre pericolose e costosissime scorie da gestire nel lunghissimo periodo e innescando un circuito virtuoso a beneficio dell’economia (con altrettanti, se non più nuovi posti di lavoro), delle persone e dell’Ambiente, fonte insostituibile di materie prime da preservare gelosamente, per la garantire l’esistenza di decine e decine di altre filiere produttive.

La Consulta ha intanto previsto la cancellazione di circa 70 norme che hanno dato il via al cosiddetto “rinascimento nucleare italiano” volto a realizzare impianti per la produzione di energia nucleare in Italia. In particolare si è intervenuto sulla legge n.99 del 2009 e sul Decreto legislativo n. 31 del febbraio 2010 che ne tutela l’attuazione.

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