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Rinnovabili: sistemi di accumulo in attesa di incentivi

di Francesca Vinciarelli

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Le tecnologie di accumulo dell'energia prodotta delle fonti rinnovabili potrebbe dare una spinta verso la grid parity, ma servirebbero incentivi statali.

Le potenzialità delle energie rinnovabili in Italia sono molto alte (si stima un beneficio netto di oltre 49 mld al 2030), ed una grande spinta verso la grid parity potrebbe arrivare dai sistemi di accumulo (oggi però ancora limitati nella tecnologia e nei costi), che si aggiungono a quelli della realizzazione degli impianti. Le premesse sono però buone, soprattutto per quanto riguarda l’innovazione tecnologica di prodotto che apre la strada anche ad un abbassamento dei costi che, secondo gli analisti, scenderanno grazie alle crescenti economie di scala e all’attenzione da parte della ricerca del settore (soprattutto quello elettrochimico).  Questa dinamica è frutto della crescente richiesta di accumulo energetico tanto nel settore dell’elettronica di consumo che in quello della mobilità sostenibile (o elettrica) ma anche dalla consapevolezza che i sistemi di accumulo rappresentano un importante traguardo per lo sviluppo della generazione elettrica da fonti rinnovabili, soprattutto in un momento storico in cui sembra tramontata per sempre l’era degli incentivi alle Rinnovabili tradizionali. Ma vediamo quali sono le tecnologie di stoccaggio di energia più promettenti:

  • Elettrochimica, batterie con particolare riferimento agli Ioni di Litio e il Cloruro di Sodio;
  • Meccanica come volani, pompaggi e così via;
  • Supercondensatori;
  • SMES (Superconducting Magnetic Energy Storage), sistemi d’accumulo energetico a superconduttori magnetici.

Una spinta allo sviluppo di queste tecnologie potrebbe arrivare se il Governo decidesse di incentivarne la diffusione seguendo l’esempio della Germania, che ha scommesso sulle tecnologie di accumulo con un fondo di 50 milioni di euro, nonostante la difficile congiuntura economica che continua ad investire l’Europa intera (per approfondimenti, consulta la Strategia Energetica Nazionale in Italia). Fonte: GreenStyle.it