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ISFOL: Green economy? Crea occupazione. Successo della formazione ambientale

di Noemi Ricci

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Ci sarà un boom di "professioni verdi" nei prossimi anni, dovute all'espansione dei nuovi mercati green: lo conferma l'ultimo studio ISFOL, secondo cui l'80,6% di chi ha completato un master ambientale trova lavoro

L’ultimo studio condotta da ISFOL Progetto Ambiente conferma ancora una volta il ruolo “anti-crisi” che la “green economy” ricoprirà nei prossimi anni, responsabile di boom di nuove professioni per lo sviluppo sostenibile capace di innescare un meccanismo virtuoso di creazione di nuovi posti di lavoro e di crescita economica.

Il rapporto fa luce sulle ottime ricadute occupazionali frutto della formazione ambientale offerta dai cosiddetti eco-master, mirati a fornire competenze in ambito Green.

Dallo studio sui dati 1993-2008 è emerso che ben l’80,6% di coloro che hanno completato un master ambientale ha trovato lavoro entro un anno (85% per i master ambientali di II livello, 83% per i master privati).

L’80% di coloro che hanno trovato un’occupazione, lo ha fatto a meno di sei mesi di distanza dal termine del percorso formativo nel settore ambientale. Si tratta di impieghi ad alto profilo e in linea con la formazione realizzata.

Il 58% degli occupati dichiara di essere riuscito a far coincidere il proprio percorso di studi con le aspirazioni professionali e il lavoro svolto. Per il 68% il lavoro trovato corrisponde al livello formativo acquisito.

L’incremento di occupati nel 2008 rispetto al 1993 è stato del +41%. Cresce soprattutto l’occupazione tra le donne, passando dal 12,7% al 24,5%. Per quanto concerne l’età, il 25% delle donne ed il 49% degli uomini non superano i 45 anni.

Negli ultimi anni si è registrata una crescita del numero di master in questo settore, passando dai 60 degli anni 1999-2000 ai 300 del 2007-2008.

Più in generale, su tutto il territorio vengono realizzati circa 2000 corsi da più di 500 enti pubblici e privati, con un interessante aumento del +29,9% al sud nel periodo 2007-2008.

Dallo studio è emersa infine la necessità di praticare azioni di concertazione con il territorio e le conseguenti rilevazioni per poter anticipare i fabbisogni e proporre figure innovative in grado di far fronte in modo rapido ai cambiamenti introdotti dai nuovi mercati verdi in espansione.

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