Fondo di Garanzia per le Pmi, arriva la riforma

di Noemi Ricci

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Riforma in atto per il Fondo di Garanzia per le Pmi: i nuovi criteri di selezione e autorizzazione dei Confidi e degli altri fondi di garanzia sono finalizzati a rendere più flessibili e veloci le procedure di ammissione

Il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese cambia regole: il Comitato di Gestione ha infatti approvato oggi i nuovi criteri di selezione e autorizzazione dei Confidi e degli altri fondi di garanzia. Lo si legge nel comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico.

In particolare, sono stati introdotti nuovi parametri che apportano maggiore flessibilità e velocità alle procedure di ammissione dei Confidi che vogliono lavorare con il Fondo, per conferigli una funzione anticiclica.

In più è stata abolita la possibilità di richiedere l’autorizzazione solo ai Confidi che abbiano già ottenuto l’ammissione alla contro-garanzia per almeno 50 operazioni; sono stati inoltre sostituiti alcuni indicatori ed è stata aperta la strada ai processi di accorpamento.

Nuovo anche il meccanismo di monitoraggio trimestrale dei tassi di sofferenza dei Confidi e degli altri fondi di garanzia autorizzati.

L’obiettivo di questa riforma è di migliorare la certificazione del merito di credito delle imprese beneficiarie dei Confidi, che hanno assunto un ruolo sempre più cruciale nell’ambito delle attività di finanziamento alle imprese.

Si sentiva infatti la necessità di rivedere le regole, a fronte sia dei cambiamenti normativi che della recente crisi economica. La riforma sembra essere così efficiente da aver suscitato l’interesse della delegazione istituzionale del Brasile, in visita al Ministero dello Sviluppo Economico, che ha voluto studiare come viene gestita la controgaranzia in Italia per poterla esportare oltreoceano.

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