Ricerca e Sviluppo: il Fondo 2013 per le PMI

di Francesca Pietroforte

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Bonus Ricerca e Sviluppo 2013: ecco gli incentivi previsti, i progetti finanziabili compresi quelli diretti e le spese ammissibili di PMI e reti di imprese beneficiarie, come previsto dalla Legge di Stabilità.

La Legge di Stabilità 2013 (n. 228/2012) ha previsto l’istituzione di un Fondo per il sostegno ai Programmi di Ricerca e Sviluppo, come già previsto dall’art. 1, D.L. 13 maggio 2011, n. 70, conv. con modif. con L. 12 luglio 2011, n. 106 per i periodi d’imposta 2011 e 2012.

La nuova versione propone incentivi alle imprese che investono in R&S: credito d’imposta, esenzione IRAP per determinati soggetti e riduzione del cuneo fiscale (previsto dall’art. 11, D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446), ovvero della differenza tra quanto corrisposto dal datore di lavoro e quanto percepito dal lavoratore.

Beneficiarie: aziende e reti d’impresa che realizzeranno direttamente gli investimenti, oltre a quelle che si rivolgeranno a strutture di ricerca (unico caso, nella prima versione del Fondo).

Requisiti per accedere al bando, modalità di applicazione incentivi e criteri per la selezione degli aventi diritto saranno oggetto di decreto MiSE, con corsia preferenziale per le piccole e medie imprese e focus specifico sulla riduzione del cuneo fiscale.

Ai ministeri dell’Economia e dello Sviluppo il compito di quantificare il plafond.

Incentivi R&S per Reti d’Impresa

Per quanto riguarda le reti d’impresa la norma non individua la necessità della costituzione di un fondo patrimoniale comune né quella di acquisire soggettività giuridica.

=>Scopri gli incentivi per le reti d’impresa

La rete di imprese è regolamentata dall’art. 3, co. 4-ter, D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, conv. con modif. con L. 9 aprile 2008, n. 33 e si realizza attraverso un contratto di rete, attraverso cui più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la capacità innovativa e la competitività sul mercato; a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e ambiti predeterminati attinenti l’esercizio delle proprie imprese o a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica, ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.

Attraverso il contratto può essere prevista l’istituzione di un fondo patrimoniale gestito da un organo comune, e in questo caso il contratto non ha soggettività giuridica (a meno che non venga iscritto al Registro delle imprese).

Costi finanziabili

Sono quelli connessi al personale di ricerca, per strumenti e attrezzature utilizzate nell’ambito delle attività finanziabili, per ricerca contrattuale, competenze tecniche, brevetti, servizi di consulenza, spese generali, costi legati a materiali e prodotti necessari per l’implementazione del progetto di ricerca e sviluppo.

Attività agevolabili

In continuità rispetto a quanto stabilito dalle precedenti versioni del Fondo, sono agevolate le attività previste dalla normativa UE (Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato in ricerca e sviluppo) divise in tre macro-aree.

Ricerca fondamentale: lavori sperimentali o teorici volti all’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e fatti osservabili, senza applicazioni o usi pratici diretti.

Ricerca industriale: ricerca e indagini per acquisire conoscenze per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi, migliorare quelli esistenti o creare componenti di sistemi complessi ai fini di ricerca industriale (esclusi i prototipi); acquisizione, combinazione, strutturazione e uso di conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; attività destinate alla definizione concettuale, pianificazione e documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi (compresa elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non destinati ad uso commerciale).

Sviluppo sperimentale: realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati ad esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida.

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