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GDO in Italia: novità, trend, consumi e impatto sul lavoro

di Anna Fabi

7 Agosto 2025 12:00

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Dati e tendenze della GDO nel 2025: crescita delle vendite, ruolo della marca del distributore, occupazione e sfide per economia e consumi sostenibili.

La Grande Distribuzione Organizzata (GDO) rappresenta uno snodo essenziale della filiera agro-alimentare italiana. Le insegne della distribuzione moderna muovono ogni anno miliardi di euro, determinano l’andamento dei prezzi al consumo e impiegano centinaia di migliaia di lavoratori.

GDO centrale per consumi ed economia

Dopo la forte crescita del biennio 2022-2023 trainata dall’inflazione, nel 2024 la GDO ha consolidato volumi e quote di mercato. I supermercati e i discount sono le formule che più hanno contribuito, mentre ipermercati e negozi self service hanno accusato cali di fatturato. Con l’attenuarsi dell’inflazione, la crescita è stata trainata da volumi reali. La distribuzione continua a registrare progressi anche nel 2025.

Performance per canale e abitudini di spesa

I dati Circana/Pharmaretail relativi ai primi cinque mesi del 2025 mostrano una crescita del +3,4% del largo consumo confezionato (LCC) in valore, che si riduce al +2,5% al netto dell’effetto calendario; i volumi sono aumentati del 2,1 %. Fra i canali, gli ipermercati segnano un calo (-3,4%), i superstore sono quasi stabili (+0,2%), mentre supermercati di medie dimensioni, piccoli negozi e drugstore crescono rispettivamente del 2,7%, 0,6% e 4,3%. I discount mostrano una leggera flessione (-0,3%): segno che la clientela cerca qualità a prezzi contenuti ma si orienta anche verso i marchi del distributore.

Il private label (Marca del Distributore – MDD) continua a espandersi: nel 2024 ha generato 26 miliardi € di vendite, in aumento del 2,4 % rispetto al 2023 e del 35,4 % rispetto al 2019. Il peso della MDD nel carrello degli italiani ha raggiunto quasi il 32%, ancora sotto la media europea (35,8 %).

I prodotti a marchio proprio rappresentano una leva strategica: secondo il rapporto TEHA/ADM le aziende con oltre l’80 % di fatturato da MDD hanno aumentato i ricavi dell’8,5 % e l’occupazione del 5,5 % tra il 2015 e il 2023, generando risparmi per le famiglie per quasi 20 miliardi € dal 2020 al 2024.

Le rilevazioni del Rapporto Coop 2025 evidenziano che gli italiani nel 2025 privilegiano alimenti sani e tradizionali. Le famiglie pianificano inoltre di incrementare gli acquisti di MDD (29%) e di fare più spesa nei discount (24%).

Gli operatori della GDO stimano che le vendite di beni confezionati cresceranno dell’1,3 % nel 2025; la maggior parte dei manager prevede ulteriore espansione dei discount, dell’e-commerce e dei drugstore, oltre a un aumento di sei punti della quota MDD nei prossimi 5-10 anni.

L’addio di Carrefour Italia: cosa cambia

L’acquisizione di Carrefour Italia da parte di NewPrinces (ex Newlat), basata su una valutazione di circa un miliardo di euro, consente al gruppo emiliano di integrare oltre 1 000 supermercati in sei regioni e di trasformarsi da produttore a operatore integrato food & retail. NewPrinces balzerà così da 750 milioni a 6,9 miliardi di fatturato, diventando il secondo gruppo alimentare italiano per ricavi e il primo datore di lavoro del settore con circa 13 000 dipendenti diretti e 18 000 complessivi.

Per sostenere il rilancio, Carrefour investirà una tantum 237,5 milioni e NewPrinces altri 200 milioni; gli oltre 437 milioni complessivi finanzieranno la modernizzazione dei punti vendita, la riapertura della storica insegna GS, l’integrazione logistica (inclusi più di 600 mezzi refrigerati) e il potenziamento di home delivery e canale HoReCa.

Sul piano economico, l’ingresso di un player italiano al comando di una rete da 3,7 miliardi di euro di vendite annuali rafforza il Made in Italy, crea sinergie tra produzione e distribuzione e può generare efficienze logistiche e competitività attraverso i marchi propri e l’omnicanalità. Per il retail, l’operazione accelera la concentrazione del mercato e impone agli altri operatori investimenti in digitalizzazione e logistica per reggere la concorrenza di una rete capillare che punta a superare i 7 miliardi di fatturato entro il 2026; al tempo stesso i sindacati vigilano sulla salvaguardia dei posti di lavoro e sulla qualità del piano di rilancio, poiché circa 13.000 lavoratori e una rete di franchising saranno coinvolti nella riorganizzazione.

Occupazione e mercato del lavoro

La GDO italiana è un grande datore di lavoro. Lo studio PwC-Adapt per Federdistribuzione stima oltre 440 000 addetti (2018-2022) con un incremento del 7 % rispetto al 2018. La composizione della forza lavoro è caratterizzata da un forte impiego femminile (63%) e da un numero crescente di over-50 (24%) e giovani sotto i 30 anni (19,5%).

La quasi totalità dei contratti è a tempo indeterminato (86%), ma il 44% è part-time; il turnover, complice la ricerca di maggiore flessibilità, è aumentato dall’8,2% nel 2021 al 13,3% nel 2022.

L’analisi condotta da Foodweb aggiunge che il 90,3% delle posizioni ricercate nel settore riguarda servizi operativi – in particolare addetti alle vendite (61,6%) e specialisti alimentari (14,3%). Secondo una ricerca di Unioncamere e della piattaforma di lavoro temporaneo iziwork, la GDO ha registrato oltre 480.000 ingressi lavorativi nel 2023, pari al 9% degli ingressi complessivi, e più del 55% delle aziende prevede di assumere.

Il settore è tra quelli con minori difficoltà di reperimento: il 35% delle aziende segnala problemi di ricerca. I contratti temporanei sono spesso richiesti per ruoli di scaffalisti (69% delle richieste), magazzinieri (14%) e cassieri o fattorini (4% ciascuno). La fascia d’età più coinvolta è quella tra i 18 e i 24 anni (62%).

La stagionalità rimane importante: a maggio 2025 oltre 500 posizioni stagionali erano offerte dalla GDO, soprattutto per cassieri, addetti al rifornimento scaffali e venditori, con forte domanda in Veneto, Lombardia, Campania, Puglia, Calabria, Liguria, Lazio e Sicilia. Il personale femminile continua a essere prevalente e il lavoro part-time permette di conciliare vita privata e professionale, ma comporta anche redditi più bassi.

Le sfide occupazionali: digitalizzazione e demografia

La distribuzione moderna affronta due transizioni simultanee. La prima è digitale: l’e-commerce cresce (+6,9% nei primi mesi del 2025), si diffondono casse automatiche, intelligenza artificiale e analisi dei dati. Le aziende investono in formazione per aumentare le competenze digitali, come evidenziato dal Rapporto Coop 2025, che richiama l’importanza di investire nel capitale umano e di migliorare la conciliazione vita-lavoro. L’adozione di intelligenza artificiale automazione richiede riqualificazione e può spostare posti di lavoro da attività ripetitive verso ruoli più qualificati.

La seconda è demografica: l’Italia ha registrato un tasso di natalità di 1,18 figli per donna nel 2024, il livello più basso dal 1952. L’invecchiamento e la riduzione dei nuclei familiari ridurranno la domanda di grandi confezioni e aumenteranno la richiesta di prodotti monoporzione e servizi a domicilio. Il calo della popolazione in molte aree interne minaccia la redditività dei piccoli punti vendita; per mantenere la copertura del territorio occorreranno innovazione logistica, digitale e politiche di welfare per attrarre personale.

Sostenibilità e impatto sociale

La sostenibilità è diventata un driver strategico per la GDO. Secondo il rapporto Mediobanca 2025, circa tre quarti delle aziende della distribuzione moderna hanno investito in progetti di sostenibilità ambientale e sociale. Tuttavia solo il 16,7% dispone di un manager ESG dedicato. Le catene hanno ridotto le emissioni di CO2 del 30 % dal 2013 al 2022, recuperato 14.000 tonnellate di cibo tramite Banco Alimentare e promosso prodotti locali e biologici.

La GDO svolge anche un ruolo sociale importante: oltre a offrire posti di lavoro stabili, collabora con enti del terzo settore per combattere lo spreco alimentare e supportare le famiglie in difficoltà. Secondo il report TEHA/ADM, se la quota italiana della MDD si allineasse ai Paesi europei con maggiore penetrazione (Spagna, Paesi Bassi, Portogallo), entro il 2030 il fatturato della MDD potrebbe superare i 50 miliardi €, generando 58 miliardi € di ricavi aggiuntivi e creando occupazione lungo la filiera.

Prospettive per il 2025-2026

A luglio 2025 la GDO italiana si conferma un settore in crescita nonostante la stagnazione macroeconomica. I dati settimanali NielsenIQ testimoniano undici progressi consecutivi e una crescita cumulata superiore al 3 %. Il rafforzamento della MDD, la tenuta dei supermercati e dei drugstore e lo sviluppo dell’e-commerce sostengono il fatturato. L’attenzione dei consumatori verso salute e sostenibilità favorisce l’offerta di prodotti locali, biologici e a marchio proprio.

Per l’economia reale, la GDO rappresenta un argine all’inflazione e un motore occupazionale. Le imprese dovranno però affrontare i nodi dell’automazione, della formazione e della demografia: investire in competenze digitali, migliorare il work-life balance e sviluppare format inclusivi per anziani e piccoli nuclei familiari. Nel medio periodo il settore potrà contribuire alla ripresa economica se riuscirà a conciliare convenienza, qualità, sostenibilità e lavoro dignitoso.