Categorie protette: l’orario di lavoro

Vincoli ed possibili esoneri in materia di orario di lavoro per le categorie protette: la normativa completa.

In tema di collocamento di lavoratori appartenenti alle categorie protette (disabili) come definite dalla Legge 68/99, la legge prevede specifici vincoli per i datori di lavoro privati e pubblici che impiegano oltre 15 unità. Non sono tuttavia contemplate specifiche agevolazioni per l’orario di lavoro della persona con disabilità.

=> Categorie protette: linee guida INPS

La Legge 104/1992 prevede che il lavoratore disabile possa usufruire alternativamente dei permessi di 3 giorni mensili o di permessi orari giornalieri nella seguente misura:

  • due ore al giorno per un orario giornaliero di sei ore;
  • un’ora al giorno per un orario giornaliero inferiore alle sei ore.

L’orario di lavoro, come per gli altri dipendenti, può essere ridotto con il part-time ma, per le categorie protette, non sono previste particolari forme di esonero da turni, lavoro notturno, orario spezzato e così via, diverse da quelle previste per la generalità dei lavoratori.

=> Categorie protette: quali sono e requisiti

L’idoneità alla specifica tipologia di lavoro, ad esempio a quello notturno o allo svolgimento di turni, deve essere emesso da organismi preposti al controllo delle condizioni di salute dei lavoratori (Azienda Sanitaria, Commissioni Mediche di Verifica) o dal Medico Competente nello svolgimento dei suoi compiti di sorveglianza sanitaria in base alla normativa sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (art. 41 del Decreto Legislativo n. 81/2008).

Eventuali esoneri per il lavoratore appartenente ad una categoria protetta dal lavoro notturno o dai turni potrebbero tuttavia essere richiesti all’atto dell’assunzione o nella convenzione tra il datore di lavoro e il Servizio di collocamento che ha dato luogo all’assunzione in base alle norme sul diritto al lavoro dei disabili che prevedono il collocamento mirato.

=> Assunzione disabili, obbligo rinviato

Alcuni contratti di lavoro prevedono criteri di flessibilità per la strutturazione dell’orario che tengano conto, compatibilmente con la organizzazione del lavoro, della condizione di svantaggio personale, sociale e familiare dei lavoratori, compresi quelli disabili. Dunque, per conoscere i propri diritti in termini di orario di lavoro è necessario verificare quanto previsto dal contratto di riferimento, eventualmente consultando le organizzazioni sindacali.

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