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Intel AppUp Developer Program

di Cristiano Guarco

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Arriva nel nostro Paese il programma per sviluppatori, progettato per venire incontro alle esigenze di chi opera in ambiente mobile.

Intel punta sul mercato italiano con con AppUp Developer Program: coinvolgendo la comunità degli sviluppatori, la società mira ad arricchire il proprio store con applicazioni dedicate ai consumatori locali, senza più doversi limitare a localizzare le app preesistenti. Una volta validate, le aplicazioni potranno usufruire del supporto distributivo offerto da Intel tramite l’AppUp Center, l’application store proprietario dedicato principalmente a netbook e notebook, anche se non è escluso in un futuro prossimo – si parla del primo trimestre 2012 – di un maggiore coinvolgimento di smartphone e del mondo desktop.

Vantaggi per gli sviluppatori

Il programma internazionale conta ad oggi oltre 26mila sviluppatori attivi: fornisce strumenti, kit di sviluppo software e risorse agli sviluppatori e agli Indipendent Software Vendor (ISV) per sostenere la progettazione di nuove applicazioni, affiancata dal porting di quelle già esistenti per altri ecosistemi che non dipendano da architettura Intel (come per esempio Arm).

Intel AppUp offre anche una nuova fonte di profitto agli iscritti, che possono vendere le proprie creazioni direttamente agli utenti finali. Il tutto attraverso una scelta di piattaforme veramente ampia per i kit di sviluppo: Tizen – nato dalla fusione di MeeGo e LiMo -, Windows C/C++, .Net, Java, Adobe Air, e tutti i linguaggi web compreso il sempre più diffuso HTML5.

Vantaggi per gli utenti

Intel spinge decisamente l’acceleratore sui vantaggi che AppUp offre non solo agli sviluppatori, ma anche agli utenti finali. Si parte dalla riduzione dei rischi derivanti dalla ricerca di applicazioni su diverse piattaforme online: viene garantito un alto livello di controllo sulle applicazioni caricate sullo store: si elimina la presenza di malware o spyware grazie al know how derivato dalla recente acquisizione di McAfee, il che si traduce in un prodotto sicuro per l’utente finale.

Nello stesso store si trovano poi applicazioni eseguibili su tutti i devide mobile, indipendentemente dall’OS utilizzato. Sono consentiti fino a cinque dispositivi installati su piattaforme differenti, se uno di essi viene smarrito, danneggiato o rubato, le applicazioni possono essere facilmente recuperate senza necessità di doverle riacquistare.

Infine, Intel offre un periodo di prova di 24 ore per valutare le applicazioni a pagamento prima che venga addebitata sulla carta di credito, eliminando così il rischio di acquistarne di indesiderate.

Un aspetto che rischia di passare in secondo piano è l’ambizioso piano di Intel di permettere una reale fruizione e condivisione multipiattaforma dei contenuti indipendentemente dalla piattaforma hardware e software, in particolare in ambito multimediale e per il gaming mobile: per esempio, iniziare a giocare sul pc domestico, proseguire sullo smartphone e finire, per esempio, sul tablet.

Dispositivi e App

L’Intel AppUp Center è un application store pensato principalmente per notebook e netbook, e in questo momento la sfida di Intel è anche spingere decisamente sull’acceleratore per promuovere i nuovissimi ultrabook basati sulla seconda generazione di processori Sandy Bridge, facendo trovare preinstallato lo store su tutti i nuovi device. Le nuove app dedicate sfrutteranno così le evolute caratteristiche di mobilità degli ultrabook, con un connubio realmente senza precedenti per potenza di calcolo, risparmio energetico e portabilità.

Lo store Intel si amplierà tra fine di quest’anno e l’inizio del prossimo con un supporto crescente di device, quali smartphone e altri dispositivi connessi a internet, come ad esempio i cosiddetti IVI (In-vehicle Infotainment) per le auto. Questa espansione sarà supportata anche dall’ultima acquisizione in ordine di tempo per Intel: TelMap, società specializzata in servizi di geolocalizzazione – mappe e servizi di navigazione – su dispositivi mobile e già usata da oltre sei milioni di utenti.

La mossa di Intel non è una scelta obbligata: se è vero che il mercato delle app è letteralmente esploso negli ultimi anni (si prevede un fatturato triplicato dal 2011 al 2014 pari a 58 miliardi di dollari, per 185 miliardi di applicazioni scaricate), resta emblematica la perdita di valore, con un rapporto attuale di 1:1, per quanto riguarda fatturato e applicazioni vendute (17,7 miliardi). Per gli sviluppatori questa è una situazione sempre più difficile, con le proprie creazioni in cerca della giusta visibilità: al momento ci sono oltre 120 store, con più di 800mila applicazioni ognuno.

Intel cerca di entrare da protagonista, sfruttando la propria leadership tecnologica per lavorare a braccetto con gli sviluppatori e facilitare la pubblicazione e integrazione multipiattaforma delle app sul proprio AppUp Center, con l’intenzione manifesta di diffonderlo capillarmente come centro unico per la diffusione di applicazioni mobili. L’intenzione è di agire tramite le preinstallazioni su device con architettura Intel e accordi stretti direttamente con gli OEM leader di mercato; in seconda battuta spingere sulla user experience con campagne marketing mirate in tal senso, finendo con la creazione di una community italiana.

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