Acer Aspire One, il futuro è Mobile Internet

di Chiara Bolognini

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Disponibile da metà luglio a meno di 400 euro, il terminale avrà l'aspetto di un notebook ma le funzionalità di uno smartphone. E intanto si attendono il Wind Pc di Msi e il Mini Inspiron di Dell

Sarà disponibile nei negozi Tim a partire da metà luglio e sarà vietato chiamarlo notebook anche se ne ha tutto l’aspetto: è Aspire One, il device per la mobilità Internet con cui Acer va al contrattacco del ben noto Eee Pc di Asus.

Il prodotto, presentato in questi giorni, consentirà la connessione web ovunque ci si trovi, in modo semplice e con le medesime funzionalità di un telefono cellulare, ponendosi quindi in diretta concorrenza con gli smartphone, piuttosto che con i pc portatili e ultramobili.

È dotato di schermo CrystalBrite da 8,9″ da 1024×600 pxl, e sarà disponibile in cinque configurazioni.

L’interfaccia si sovrappone al sistema operativo suddividendo lo schermo in quattro zone distinte (connect, works, fun e file) all’interno delle quali alcune icone raffigurano le applicazioni più di frequente utilizzate. Per avviarle, sarà sufficiente cliccarvi sopra con il mouse.

Il modello base presenta 512 Mbyte di Ram, disco allo stato solido da 8 Gbyte (la capacità può però essere aumentata attraverso schede Secure Digital) e sistema operativo Linpus Linux Lite, mentre le versioni più potenziate possono avere un dispositivo con 1 Gbyte di Ram, hard disk da 80 Gbyte e sistema operativo Windows XP Home.

La connettività è assicurata da una porta Ethernet 10/100 e dalla connessione wireless b/g. In più sono presenti 3 porte Usb. I prezzi? Partono da un minimo di 299 euro per arrivare a un massimo di 399 euro.

Certo, difficile prevedere la reazione di mercato degli utenti business dinanzi a un device ibrido, un po’ Umpc un po’ smartphone.
Tuttavia Acer è in buona compagnia: Intel ha appena presentato il processore Atom per device mobili (come l’Asus Eee Pc 901), Msi lancerà il suo Wind Pc e, molto probabilmente, seguirà anche Dell con il Mini Inspiron.

Un settore in evoluzione, quindi, che nel giro di qualche anno produrrà un giro d’affari stimato dai 30 ai 60 miliardi di euro.