Dati più protetti con la Anti-Theft di Intel

di Alessandro Vinciarelli

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La nuova tecnologia Intel Anti-Theft permetterà di mettere al riparo da occhi indiscreti le informazioni e i dati riservati attraverso un intervento che coinvolge anche l'hardware

Lo smarrimento e il furto di computer portatili è una circostanza non del tutto estranea in ambito aziendale. Purtroppo, nella maggior parte dei casi i dati contenuti al loro interno cadono nelle mani sbagliate e vengono quindi riutilizzati, anche in modo improprio.

In questo ambito Intel sembra lanciare un ancora di salvezza con la sua nuova Anti-Theft Technology, ovvero un sistema per impedire l’accesso non autorizzato al contenuto dei dispositivi mobili.

La particolarità di questa soluzione – rispetto ad altre presenti sul mercato – è l’aggiunta di un intervento a livello hardware. In questo modo, la possibilità di leggere dati da computer altrui viene bloccata “alla radice”.

Come spiegato dal Vice Presidente di Intel Mobility Group, Dadi Perlmutter, il sistema immobilizza fisicamente il computer e l’hard disk, impedendo l’uso illegittimo dei dati.
La strada sembra essere quella giusta, anche se devono essere definiti ancora alcuni aspetti del blocco fisico. In particolare, sul livello di blocco da mettere in atto e sulle modalità di cifratura dei dati.

Per quest’ultimo aspetto è necessario considerare che il metodo della cifratura offre delle garanzie consistenti al possessore del portatile, ma non impedisce il furto delle informazioni. Anche se la procedura di hacking non è molto semplice, dal punto di vista pratico un esperto potrebbe catturare egualmente i dati presenti sul computer.

In ogni caso, l’idea di Intel ridurrebbe sensibilmente i furti di computer per la rivendita in nero, in quanto impedirebbe agli stessi di avviarsi utilizzando un disco rigido differente da quello bloccato.

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