Persi i dati personali di 15 milioni di persone

di Alessandro Vinciarelli

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Purtroppo la perdita di dati e informazioni sensibili non è cosa nuova, anzi, è ormai letteratura il fatto che differenti società di altissimo livello abbiano inavvertitamente perso (o qualcuno gli ha sottratto) milioni e milioni di dati.

Tuttavia è notizia recente che una società Inglese, la HM Revenue and Customs, è incappata
nell’errore per la seconda volta consecutiva in un periodo di tempo limitato.

In particolare sempre nel mese di Novembre erano andati perduti, a causa di un supporto mai arrivato a destinazione, i dati di circa 15000 clienti di Standard Life, un’azienda che lavora in ambiti previdenziali e assicurativi. Nella fattispecie i dati persi per strada riguardavano le pensioni e tutte le informazioni accessorie necessarie per garantire e/o recapitare la pensione stessa.

Questa volta invece la notizia, che credo abbia imbarazzato molto quelli di HM Revenue and Customs, è che non si trova più un disco che conteneva dettagli di carattere confidenziali di 15 milioni di bambini destinatari di benefit. La cifra di 15 milioni è solo provvisoria in quanto non si ha ancora un dato ufficiale e le oscillazioni di rito le fanno raggiungere anche quota 25 milioni.

I dati includono informazioni quali nome, cognome, indirizzo, data di nascita, SSN (che per molti versi può essere accomunato al nostro codice fiscale) e altri dati personali di bambini e dei loro genitori. In questo ultimo caso sono presenti anche alcuni dati di carattere bancario.

Le dichiarazioni si susseguono e ovviamente non può mancare quella che rassicura gli utenti dicendo che sicuramente il supporto non è finite nelle mani sbagliate. Chiaramente tale dichiarazione lascia molti dubbi e non può evitare che la società vada a fondo con le investigazioni, né che venga fatto qualcosa per dimostrare come intende procedere per proteggere le persone i cui dati sono andati perduti.

Oltre ai naturali coinvolgimenti dei titolari dei dati e dalla società in questione, la preoccupazione è di tutta la comunità che lavora nella sicurezza informatica e non solo in quanto, purtroppo, nell’ultimo anno si sono susseguite vicende di dati persi o rubati e di casi più o meno gravi di furti di identità. Attendiamo sviluppi.

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