Licenziamento per i furbetti del cartellino

di Teresa Barone

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Conferma dalla Cassazione: licenziamento per giusta causa per gli statali che fanno timbrare il cartellino ai colleghi.

Il licenziamento per giusta causa è legittimo anche per i dipendenti statali che si assentano dal posto di lavoro con il più che noto espediente del “cartellino” timbrato da un collega.

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La Corte di Cassazione si è espressa a riguardo con la sentenza del 25 maggio 2016, n. 10842, relativa al licenziamento di un dipendente di Poste Italiane che aveva fatto timbrare il suo badge da un collega nel 2008.

Conseguenza di questa condotta, infatti, è stata la lesione irrimediabile del vincolo fiduciario tra lo stesso lavoratore e il datore di lavoro determinata proprio dalla falsa timbratura del cartellino.

«La Corte d’appello – si legge nella sentenza – è pervenuta, quindi, alla decisione di conferma della legittimità del licenziamento intimato dal datore di lavoro – dandone atto, con congrua motivazione – attraverso un’attenta valutazione da un lato della gravità dei fatti addebitati al lavoratore, in relazione alla portata oggettiva e soggettiva dei medesimi, alle circostanze nelle quali sono stati commessi ed all’intensità dell’elemento intenzionale, dall’altro della proporzionalità fra tali fatti e la sanzione inflitta, rilevando che la lesione dell’elemento fiduciario su cui si basa la collaborazione del prestatore di lavoro è stata in concreto tale da giustificare la massima sanzione disciplinare, in conformità con il costante orientamento di questa Corte in materia di cui costituisce coronario il principio dell’autonomia della valutazione di un fatto in sede disciplinare e delle prove ivi accolte, rispetto a quella effettuata in sede processuale.»

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