Privacy: no alle impronte digitali dei docenti

di Teresa Barone

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No all?utilizzo delle impronte digitali degli insegnanti per controllare le presenze a scuola: lo sottolinea il Garante della Privacy.

Divieto assoluto di usare le impronte digitali dei docenti e del personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata) al fine di monitorare e verificare la loro effettiva presenza negli istituti scolastici. Lo ha ribadito il Garante della Privacy sottolineando la necessità di rispettare le norme sulla protezione dei dati personali e imponendo il divieto a un istituto tecnico industriale e a due licei scientifici.

=> Leggi la normativa sulla privacy in rete di studenti e docenti

Stando a quanto dichiarato dal Garante, infatti, l?utilizzo generalizzato delle impronte digitali rappresenta un comportamento sproporzionato rispetto allo scopo, vale a dire il controllo delle presenze degli insegnanti sul lavoro.

Questa tipologia di dati può essere impiegata solo in casi estremi, come al?interno di aree aziendali riservate o ritenute a rischio.

«Per controllare il rispetto dell’orario di lavoro la scuola può disporre di sistemi meno invasivi della sfera personale, della libertà individuale e della dignità del lavoratore.»

=> Leggi le linee guida del Garante della Privacy per il trattamento di dati personali

È sempre il Garante a dichiarare illecito l?uso delle immagini raccolte dagli impianti di videosorveglianza installati all?interno dei licei senza mettere al corrente gli stessi docenti, il personale Ata e gli studenti. Questo tipo di verifica viola, infatti, le regole sul controllo a distanza in ambito lavorativo.