Pensioni: stop ai pagamenti in contanti sopra i 1000 euro

di Teresa Barone

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Dal 1 luglio stop ai pagamenti in contanti se superiori ai 1000 euro: l?Inps fa scattare un periodo transitorio al fine per consentire ai pensionati di mettersi in regola.

Il 1 luglio è entrato in vigore il divieto di riscuotere pagamenti in contanti superiori ai mille euro, una normativa contenuta nel decreto Salva-Italia sulla tracciabilità dei pagamenti che diventa operativa dopo alcuni rinvii: la novità riguarda anche le pensioni, che non potranno più essere riscosse in contanti se di importo superiore alla soglia stabilita.

I pensionati che percepiscono un trattamento pensionistico che oltrepassa i mille euro, quindi, devono obbligatoriamente munirsi di conto corrente sul quale farsi accreditare i versamenti: l?Inps ha comunque previsto una fase transitoria che durerà tre mesi, durante la quale sarà possibile percepire la pensione anche senza essere titolari di un conto postale o bancario. Nel corso di questa fase le somme saranno versate in un conto di servizio transitorio e successivamente depositate sul nuovo conto del beneficiario, senza oneri per quest?ultimo.

Superata la data del 30 settembre 2012, le somme saranno riaccreditate all?Inps, che provvederà a effettuare i versamenti nel momento in cui saranno accessibili i conti correnti dei pensionati in ritardo nell?attivazione della procedura.

L’associazione dei consumatori Adiconsum precisa che sono previste condizioni moto vantaggiose per l?apertura di un conto corrente di base soprattutto a beneficio dei soggetti più deboli.

«In virtù del decreto Salva-Italia è possibile aprire il cosiddetto conto di base che presenta condizioni particolarmente vantaggiose o addirittura zero costi per le categorie più deboli. Ricordiamo che il decreto ha efficacia anche sui libretti postali o bancari al portatore (anonimi) sui quali non potranno essere depositati più di 999,99 euro».