Sanità, in Lombardia caccia agli evasori del ticket

di Stefano Gorla

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Da gennaio 2012 scatta l'accordo tra Regione Lombardia ed Equitalia, in base al quale chi non paga il pronto soccorso o il ticket sanitario riceverà a casa una cartella esattoriale.

Da gennaio 2012 scatta un giro di vite per i debitori della sanità lombarda. In base a un accordo del novembre 2011 tra la Regione ed Equitalia, coloro che saranno inadempienti per il pagamento del ticket sanitario dovranno vedersela con Equitalia che emetterà le cartelle esattoriali.  Si tratta di un’intesa che si affianca agli accordi già siglati con Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza per intercettare i falsi esenti dal ticket, ossia color che producono autocertificazioni non esatte.

In  questo caso la Regione intende colpire la percentuale dei cittadini (stimata nel 7%) che non ritira i referti di esami clinici per evitare di pagare il ticket. Si tratta di migliaia di esami non pagati che provocano una inutile prestazione di servizi a danno della collettività lombarda.

Il 7% dei mancati incassi per referti non ritirati corrisponde alla ragguardevole cifra di 30 milioni di prestazioni, vale a dire a 40 milioni di euro di mancati introiti per tutta la Regione, di cui 12 milioni nella sola Milano.

Mentre finora sono state inviate delle semplici lettere di sollecito da parte degli ospedali, dal 2012 verranno recapitate a casa le cartelle esattoriali con gli importi dovuti. E qualora le cartelle fossero ignorate scatteranno delle multe sempre più severe.

E’ sempre possibile il ricorso entro 30 giorni per contestare gli addebiti. Tuttavia si tratta di situazioni perdenti in partenza in quanto la prestazione ottenuta è certificata.

Per quanto attiene ai controlli d’intesa con la Guardia di finanza per esenzione in base al reddito la procedura si presenta piuttosto complessa. Infatti solo a Milano coloro che hanno l’esenzione da reddito (perché sotto i 38.500 euro l’anno mentre la legge nazionale prevede un tetto di 36.151,98 euro) sono 419mila.

La complessità della verifica deriva dalla intersezione del reddito con le patologie (considerando anche la possibile concomitanza di diverse patologie).  Sempre a Milano sono coinvolti circa un milione di pazienti.

Da agosto 2011 le ASL della Regione Lombardia hanno provveduto ad inviare una lettera con un codice di identificazione per l’esenzione dal ticket. Si tratta del 70% dei lombardi, esenti per reddito e quindi esonerati dal pagamenti del ticket.

Questa procedura è stata “intralciata” dal Ministero dell’Economia che non ha trasmesso alla Regione i dati sui mononuclei familiari.

Una situazione che coinvolge ben 200mila famiglie in larga parte costituite da anziani che non risultano “schedati” a Roma in quanto non presentano alcuna dichiarazione dei redditi anche se sono in possesso del CUD. Ne sono derivate lunghe code alle ASL di anziani over 65 che non hanno ricevuto alcuna comunicazione anche se sono titolari di diritto all’esenzione.

Un disagio che non deve essere ripetuto nel 2012 quando verranno prodotte le nuove dichiarazioni dei redditi.

In ogni caso il modello lombardo può rappresentare un esempio da seguire per la disastrata situazione della Regione Lazio.

Infatti nel Lazio scade il 31 dicembre 2011 il commissariamento del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia di sanità pubblica (Asp-Laziosanità). Il commissario ad acta nominato dal governo Berlusconi è la stessa governatrice Renata Polverini, con subcommissario Giuseppe Spata.

Purtroppo il Piano di rientro dal deficit sanitario e il Piano di riordino della rete ospedaliera hanno già portato alla chiusura di 24 piccoli ospedali di provincia.  Il deficit globale (di cui metà per il settore sanitario) della Regione Lazio raggiunge la ragguardevole cifra di 25 miliardi e rappresenta il primato nei confronti di tutte le altre Regioni italiane.

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