Openleaks, arriva l’emulo di Wikileaks

di Lorenzo Gennari

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Il progetto OpenLeaks è quasi pronto. Sarà gestito dall'ex numero due di Wikileaks Daniel Domscheit-Berg e fornirà un luogo anonimo nel quale depositare informazioni scottanti per poi passarle ai media

Il concorrente interno a Wikileaks sta per aprire i battenti. Il progetto è nato dall’idea dei molti fuoriusciti dall’organizzazione di Assange, che lo accusavano di aver monopolizzato Wikileaks per farne sponsor della propria persona.

Gli scopi di OpenLeaks.org, questo il nome del sito, sono identici a quelli del suo predecessore, ma ad essere diversi saranno i metodi: OpenLeaks infatti permetterà sempre la pubblicazione di informazioni riservate, ma non direttamente e cioè, i suoi server saranno semplicemente a disposizione per la custodia del materiale, permettendo ad altri di prelevarlo e quindi di renderlo pubblico su ogni altro tipo di media.

Ad oggi, la home page del nuovo arrivato è ancora una pagina con un logo e una scritta “coming soon”, ma non si tratta affatto di un progetto improvvisato poiché, già a fine ottobre, erano state poste le basi per la struttura del sito. Stando alle informazioni del quotidiano svedese Dagens Nyheter, che aveva messo le mani su un documento interno dell?organizzazione fondata da Domscheit-Ber, OpenLeaks.org avrebbe inoltre arruolato diversi volontari di Wikileaks, critici nei confronti dell’operato di Assange.

L’obiettivo della nuova organizzazione è infatti quello di operare come intermediario, in tutto e per tutto neutrale. In questo modo gli interessati riterrebbero di non dover subire la pressione politica cui è al momento sottoposta Wikileaks; per convincersene basti notare come la rabbia dei politici, attualmente, non sia indirizzata contro i giornali che hanno pubblicato il materiale di Wikileaks.

Intanto, Domscheit-Berg ha commentato le accuse di stupro in ragione delle quali la Svezia vuole ascoltare Assange. «Se predichi trasparenza agli altri, devi cercare di essere trasparente anche tu. Devi impegnarti a soddisfare gli stessi standard che ti aspetti dagli altri, ed è proprio su questo aspetto che filosoficamente la direzione mi sembra cambiata». Il portavoce di Wikileaks, Kristinn Hrafnsson, non ha voluto commentare i diverbi tra Assange e gli altri membri di Wikileaks, ma ha detto di considerare positivo il lancio di un nuovo sito, perché «più siamo e meglio è».

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