Sarah Scazzi, la rabbia si sfoga online

di Lorenzo Gennari

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Da Facebook a Youtube, dai blog a Twitter, gli appelli online riguardanti la scomparsa di Sarah Scazzi erano ovunque. Dopo la tragica confessione dello zio, gli stessi luoghi virtuali attivati per le ricerche sono ora pieni di rabbia

Il popolo di Internet si era mobilitato immediatamente per tentare di sensibilizzare più persone possibili a fornire eventuali notizie utili agli investigatori per la scomparsa della ragazza di Avetrana. Ieri il triste epilogo: Michele Misseri, zio della vittima, ha confessato di aver strangolato Sarah Scazzi, abusato del suo corpo privo di vita e nascosto il cadavere in un pozzetto di raccolta per l’acqua piovana.

Il gruppo su Facebook, creato dalla cugina della ragazza scomparsa il 26 agosto scorso, è diventato ora lo sfogo virtuale di tutti quelli che conoscevano Sarah, di quelli che si erano dati da fare per le ricerche, ma soprattutto di chi già sospettava della responsabilità dei parenti.

I temi dibattuti sui blog, su twitter, ma anche tra i commenti dei video caricati su YouTube della trasmissione “Chi l’ha visto? “, che ha dato notizia in diretta tv della confessione dell’artefice del delitto e del ritrovamento del cadavere, sono quelli relativi alla conduzione del programma di Rai3 durante le tragiche fasi che hanno portato a conoscenza del triste epilogo.

In effetti, la diretta ha messo a dura prova Federica Sciarelli, la giornalista che ha avuto il non facile compito di gestire la situazione durante gli ultimi sviluppi: «È stato terribile che la mamma debba aver appreso queste cose dalla tv – si è giustificata la conduttrice – Per questo ho detto alla signora se voleva andare via e ho chiesto all’avvocato di accompagnarla».

Intanto, sempre su Facebook, piovono accuse per Michele Misseri, per la moglie, e per le figlie Valentina e Sabrina. E c’è qualcuno che è stupito anche dalla reazione di estrema freddezza dimostrata dalla madre Concetta Serrano Spagnolo.

I compagni di classe di Sarah invece, sono già passati dallo sfogo virtuale a quello reale e si sono radunati davanti alla casa dello zio della ragazza. Uno studente ha imbucato un messaggio nella cassetta della posta della famiglia Misseri e gli altri hanno applaudito diverse volte inneggiato al nome di Sarah. Il cancello e le finestre dell’abitazione però sono tuttora sbarrate.