Australia, bloccano siti del governo per protesta

di Lorenzo Gennari

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Protesta online contro l'annuncio, da parte del governo australiano, di voler creare un filtro su Internet con lo scopo di impedire la navigazione verso siti pornografici

Il gruppo Internet di protesta “Anonymous“, questa mattina, ha bloccato e reso irraggiungibili le pagine istituzionali di alcuni siti Internet del governo australiano.

L’operazione è stata condotta reclutando semplici utenti della rete tramite volantini e passa parola online. In mattinata i partecipanti alla protesta hanno unito le forze per sovraccaricare i server del sito del dipartimento delle Comunicazioni e del Parlamento, così come le rispettive linee telefoniche e i fax.

Anonymous è conosciuto in Australia per i suoi attacchi regolari ai siti di Scientology, la maggior parte dei quali condotti con il metodo del “Denial of Service” ovvero quello che porta alla saturazione della banda a disposizione per l’erogazione di un servizio su Internet (sito web, posta elettronica o altro).

L’attacco, chiamato Operation Titstorm, è stato rivendicato dal gruppo attraverso una email dove dichiarava che «che nessun governo ha il diritto di interferire in quello che la popolazione desidera guardare».

Nella stessa missiva, Anonymous ha detto che quello di oggi sarà solo il primo di una lunga serie di attacchi al sistema informatico del governo, reo – secondo il gruppo di protesta – di aver annunciato, nelle scorse settimane, la creazione di un filtro internet per bloccare siti web riconducibili a pedofilia e pornografia, per bocca del premier Kevin Rudd.

Mentre il dipartimento delle Comunicazioni è rimasto inattivo per circa un’ora, il sito del Parlamento sembra avere ancora problemi di visibilità e i vari uffici sono irraggiungibili anche via fax.

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