aNobii, da social network a libro e ritorno

di Lorenzo Gennari

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Il social network degli appassionati di lettura sbarca in libreria con un testo tratto dalle recensioni lasciate tra gli scaffali virtuali del sito

aNobii è un social network che riunisce gli appassionati di libri che, grazie al sistema dei “codici ISBN“, possono catalogare le loro letture in un database condivisibile su Internet. Il suo nome deriva da quello scientifico del “tarlo della carta”, che è, per l’appunto, “Anobium punctatum”.

Il libro dal titolo: “aNobii, il tarlo della lettura“, edito da Rizzoli, raccoglie le migliori recensioni scritte dagli “anobiani” e nasce dall’idea di Barbara Sgarzi, editor di Rizzoli, membro della community e accanita lettrice.

Il progetto è partito a luglio prendendo i 100 libri più letti (in quel momento) su aNobii Italia e selezionando le 5 recensioni più votate dagli utenti per ognuno di quei libri. Il volume che ne è venuto fuori, sfiora le 500 pagine e conta 600 recensioni di 333 autori, tutti con il comun denominatore di un linguaggio originale, fresco e soprattutto autentico.

«Quello che abbiamo amato di più è che su aNobii le persone non mentono – ha commentato l’autrice – Le loro recensioni, i loro voti sono veri e appassionati. Non hanno paura di scrivere che un bestseller non è affatto bello come si legge su giornali e riviste. Sono liberi da considerazioni d marketing o commerciali, per cui dicono quello che pensano davvero, ed è una boccata d?aria fresca».

Nella sua prefazione, il giornalista Luca Sofri, ipotizza che “aNobii, il tarlo della lettura”, sia presto recensito sullo stesso social network: «Chissà che non finisca dentro la prossima edizione di questo libro, questo libro», ironizza.

aNobii si conferma insomma come fenomeno di massa che interessa sempre più persone anche non necessariamente assidue lettrici; il messaggio per il mondo dell’editoria è pertanto chiaro: il passo da fare per non rimanere scollati da una società sempre più tecnologica non si riduce ad aggiungere il canale dell’online per la diffusione, ma è una contaminazione continua tra reale e virtuale che lasci libera scelta al lettore.

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