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Manovra 2024, approvata la modifica sul taglio pensioni

di Barbara Weisz

18 Dicembre 2023 07:12

Pensioni 2024 con tagli selettivi, sconti al personale sanitario ma finestre mobili più lunghe: ok a emendamento di Governo sulla Manovra 2024.

Approvato all’alba in Commissione al Senato l’emendamento di Governo alla Manovra che allenta il taglio alle pensioni dei dipendenti pubblici: niente penalizzazione sul calcolo dell’assegno di vecchiaia e sui trattamenti anticipati purché maturati entro il 31 dicembre 2023.

Si applica invece la riduzione delle aliquote di rendimento per tutte le pensioni anticipate con sistema misto maturate dal 2024, con un taglio che però si alleggerisce per il personale sanitario. Di contro, dal 2025 si allungano le finestre di decorrenza per le pensioni anticipate, che a regime (dal 2028) dureranno addirittura nove mesi.

Novità che non bastano ai sindacati: lunedì 18 dicembre resta confermato lo sciopero di 24 ore per medici, veterinari e sanitari del SSN.

Vediamo tutto.

Taglio pensioni PA: la norma e i correttivi di Governo

La platea di dipendenti coinvolta dalle nuove penalizzazioni in Manovra 2024 resta la stessa: sono gli iscritti alle ex gestioni CPDEL (dipendenti enti locali) CPS (sanitari), CPI (insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate)e CPUG (ufficiali giudiziari), prima confluite nell’INPDAP e poi nell’INPS.

Per questi lavoratori, il calcolo della quota di pensione maturata nel sistema misto subisce una penalizzazione a causa dell’aggiornamento delle aliquote di rendimento applicate alla parte retributiva della pensione per chi ha fino a 15 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 1995, con un meccanismo che penalizza maggiormente chi ha meno contributi nel retributivo: via via, il taglio decresce fino ad azzerarsi con 15 anni di contributi precedenti al 1996.

In base ai correttivi di Governo (inseriti tramite emendamento al disegno di legge di Bilancio), il taglio viene rimodulato rispetto alla versione originaria.

Pensioni escluse dal taglio in Manovra 2024

L’emendamento del Governo esclude da questo taglio le pensioni di vecchiaia. Quindi, i dipendenti pubblici delle quattro gestioni sopra riportate che scelgono la pensione di vecchiaia continueranno ad avere l’assegno previdenziale calcolato con le precedenti aliquote. Salvi anche coloro che vengono collocati a riposo per d’ufficio per limiti di età (65 anni).

Come si applica il taglio alla pensione anticipata

Resta la penalizzazione per chi sceglie la pensione anticipata ma con un’applicazione meno rigida: sono infatti esclusi dal taglio tutti coloro che maturano la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2023 anche se poi vanno in pensione in un momento successivo: quel che rileva è il momento in cui viene maturato il diritto.

Chi invece raggiunge i requisiti per la pensione anticipata a partire dal 1° gennaio 2024 in poi, avrà un assegno ridotto, applicando i nuovi coefficienti contenuti nella Legge di Bilancio. L’entità del taglio dipendente sempre dagli anni di contributi versati precedentemente al 1° gennaio 1996 e, come detto, si azzera con 15 anni di versamenti a questa data.

Lo “sconto” per il persale sanitario

Il Governo introduce in Manovra 2024 (tramite il sopra citato emendamento al Ddl n. 926) un meccanismo più favorevole per il personale sanitario, a cui la penalizzazione viene ridotta di 1/36 per ogni mese di posticipo del pensionamento. Significa che, dopo tre anni dalla maturazione del diritto alla pensione anticipata, il taglio si azzera.

La pensione anticipata si raggiunge a 42 anni e dieci mesi per le donne e a 41 anni e dieci mesi per gli uomini, dunque il personale sanitario andrà in pensione anticipata senza penalizzazione solo a partire da 45 anni e dieci mesi di contributi, uno in meno per le donne.

Finestre mobili più lunghe dal 2025

Di contro, viene introdotta una nuova misura volta a compensare in parte la maggiore spesa: dal 2025, scatta un incremento della finestra mobile sulle pensioni anticipate.

La finestra di uscita resta di tre mesi per l’anno 2024 mentre sale a quattro mesi nel 2025, a cinque mesi nel 2026, a sette mesi nel 2027 ed a nove mesi a partire dall’anno 2028.

Modifiche sul taglio pensioni pubbliche in Manovra

In sintesi, il taglio sulle pensioni dei dipendenti pubblici, dopo il nuovo emendamento, funzionerà nel seguendo modo:

  • pensione di vecchiaia (67 anni di età): non cambia nulla e non si applica la nuova penalizzazione;
  • collocamento a riposo d’ufficio nella PA (65 anni): anche in questo caso non cambia nulla e non ci sono tagli;
  • pensione anticipata (42 anni e dieci mesi, uno in meno per le donne): nessuna taglio per chi matura il requisito entro il 31 dicembre 2023 e nuove aliquote più penalizzanti per chi raggiunge il requisiti dal 2024
    • riduzione del taglio di 1/36  di per ogni mese in più di permanenza al lavoro solo per il personale sanitario;
    • decorrenza pensioni anticipate con finestre mobili più lunghe (9 mesi a regime dal 2028).

In ultima analisi, pur con qualche “carezza” di fondo restano le penalizzazioni e si salvaguardano i saldi di bilancio – con l’allungamento delle finestre mobili che compensano la riduzione del taglio prevista dall’emendamento – che restano invariati anche dopo le modifiche previste dall’emendamento.

Per quanto riguarda gli altri emendamenti di Governo (4 in tutto), si segnala anche uno spostamento di risorse per finanziare il Ponte sullo Stretto: si liberano in Manovra 2,3 miliardi di euro, che arriveranno invece dal Fondo sviluppo e coesione per la programmazione 2021-2027.