Professione insegnante: poco ambita e retribuzioni al palo

di Redazione PMI.it

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Il Rapporto scuola media 2021 della Fondazione Agnelli fa luce sulla professione di docente, evidenziando criticità e lacune retributive.

La scuola secondaria di primo grado in Italia non gode di ottima salute, sia dal punto di vista della preparazione degli studenti sia per quanto riguarda l’operato dei docenti. A rivelarlo è il “Rapporto scuola media 2021” pubblicato dalla Fondazione Agnelli, curato da Barbara Romano e stilato a dieci anni di distanza dal primo report datato 2011. Se da un lato gli apprendimenti restano insoddisfacenti, con evidenti divari territoriali e disuguaglianze sociali, dall’altro lato le difficoltà degli studenti possono essere spiegate anche considerando le criticità che riguardano il corpo docente.

Stando al report, oggi gli insegnanti delle scuole medie sono circa il 13% in più del 2011, in aumento dovuto tuttavia alla crescita dei docenti precari. Nonostante le numerose assunzioni in ruolo stabilite dalla Buona Scuola del 2015 e il recente incremento dei pensionamenti, l’età media corrisponde a poco meno di 52 anni. Solo il 67% degli insegnanti, inoltre, rimane nella stessa scuola da un anno all’altro. Il rapporto mette anche in evidenza come in Italia la carriera di docente sia meno ambita rispetto ad altri Paesi, soprattutto perché la professione non gode di un riconoscimento adeguato in termini di prestigio, retribuzione e carriera.

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Stipendio docenti inadeguato

La progressione retributiva in Italia è inferiore agli altri Paesi, sebbene all’inizio della carriera i compensi percepiti siano solo leggermente inferiori. Anche al massimo della carriera gli stipendi italiani restano indietro.

 

Come migliorare

Gli esperti della Fondazione Agnelli suggeriscono alcune strategie per ridurre queste criticità e migliorare complessivamente il mondo della scuola, a beneficio di docenti e studenti.

  • I sistemi d’istruzione che negli ultimi anni sono riusciti a migliorare i propri risultati, ad esempio in Finlandia, Germania, Polonia, Canada e Giappone, hanno puntato sulla qualità e la valorizzazione professionale degli insegnanti.
  • Potrebbe rivelarsi utile, ad esempio, creare un percorso universitario specifico per l’insegnamento nella scuola secondaria, intensificare la formazione sul campo durante il percorso di laurea magistrale o nei primi anni di carriera, oppure investire sulla formazione in servizio, che comprenda un costante aggiornamento sull’evoluzione dei metodi di insegnamento e una valutazione periodica.
  • Al fine di migliorare lo status professionale, infine, è opportuno incentivare progressioni di carriera in relazione all’acquisizione di crescenti responsabilità, così come concedere progressioni retributive anche in relazione a un prolungamento dell’orario di lavoro.